mercoledì 31 marzo 2010

PAOLO DI TARSO



SAVITRI DEVI MUKERJI

PAOLO DI TARSO
O DEL CRISTIANESIMO GIUDAICO
Presentato da Mauro Likar

A Méadi, vicino al Cairo, il 18 giugno 1957, Savitri Devi Mukerji (1905-1982) scriveva una breve, incisiva e memorabile riflessione su Paolo di Tarso e sul Cristianesimo Giudaico, che condivido pienamente, e che, quindi, riporto nella sua integralità.

Se vi e un fatto che non può mancare di colpire ogni persona che studi seriamente la storia del Cristianesimo, questo e l'assenza pressoché completa di documenti riguardanti l'uomo di cui la grande religione internazionale porta il nome, vale a dire Gesù Cristo. Non sappiamo di lui che quanto ci viene detto nei Vangeli, vale a dire, praticamente nulla; poiché queste raccolte, cosi prolisse nella loro descrizione di fatti miracolosi che lo riguardano, non danno alcuna informazione sulla sua persona e, in particolare, sulle sue origini. Certo abbiamo, in uno dei quattro Vangeli canonici, una lunga genealogia relativa a Giuseppe, sposo della madre di Gesù, e risalente fino ad Adamo! Ma io mi sono sempre chiesta di che interesse questa prosapia poteva mai essere per noi, dato che ci viene detto espressamente in altri luoghi che Giuseppe non ha nulla a che fare con la nascita del Bambino. Uno dei numerosi Vangeli "apocrifi" – rigettati dalla Chiesa – attribuisce la paternità di Gesù ad un soldato romano, notevole per il suo coraggio e soprannominato, proprio per questo, "la Pantera". Questo Vangelo viene citato da Ernst Häckel in uno dei suoi studi sul Cristianesimo dei primi tempi. L'accettazione di questo punto di vista, tuttavia, non risolverebbe interamente la questione molto importante delle origini del Cristo, poiché non ci viene detto chi era Maria, sua madre. Uno dei Vangeli canonici ci dice che essa era figlia di Joachim e di Anna, allorché Anna aveva passato l'età della maternità; in altre parole, sarebbe, essa pure, nata miracolosamente – o sarebbe stata, molto più semplicemente, una bambina adottata da Anna e Joachim nella loro vecchiaia – il che non chiarisce affatto le cose.

Ma vi è qualcosa di ben più inquietante. Si sono recentemente scoperti gli annali di un importante insediamento della setta degli Esseni, situato ad appena una trentina di chilometri da Gerusalemme. Questi annali si riferiscono ad un periodo che si estende dall'inizio del primo secolo prima di Gesù Cristo alla seconda metà del primo secolo dopo di lui. Vi si tratta, già settant'anni prima di lui, di un grande Iniziato o Maestro spirituale – di un "Maestro di Giustizia" – di cui si attenderebbe un giorno il ritorno. Della carriera straordinaria di Gesù, delle sue innumerevoli guarigioni miracolose, del suo insegnamento durante tre interi anni in mezzo al popolo della Palestina, del suo ingresso trionfale in Gerusalemme, così brillantemente descritto dai Vangeli canonici, del suo processo e della sua crocifissione (accompagnata, secondo i Vangeli canonici, da avvenimenti così singolari come un terremoto, l'oscurarsi del cielo alle tre del pomeriggio, e il fatto che il velo del Tempio si sarebbe lacerato spontaneamente in due) non viene detta una sola parola nelle pergamene di questi asceti – uomini eminentemente religiosi, che di tali avvenimenti avrebbero dovuto interessarsi. Sembrerebbe, secondo queste "pergamene del Mar Morto", – raccomando a coloro cui ciò interessi la lettura dello studio pubblicato da John Allegro, in lingua inglese – o che Gesù non abbia prodotto nessuna impressione sugli spiriti religiosi del suo tempo così avidi di saggezza e così ben informati come sembrano essere stati gli asceti del monastero in questione, oppure... che egli non sia, semplicemente, mai esistito! Per inquietante che sia, questa conclusione deve venir posta dinnanzi al pubblico mondiale e, in particolare, dopo le recenti scoperte, dinnanzi al pubblico cristiano.

Tuttavia, per ciò che riguarda la Chiesa cristiana, e il Cristianesimo in quanto fenomeno storico, e il ruolo che esso ha recitato in Occidente e nel mondo, la questione ha molta meno importanza di quanto non sembri. Poiché anche se Gesù è vissuto ed ha predicato, non è affatto lui il vero fondatore del Cristianesimo quale esso si presenta nel mondo. Se è veramente vissuto, Gesù è stato un uomo "al di sopra del Tempo", il cui regno – come egli stesso ha detto a Pilato, secondo i Vangeli – "non era di questo mondo"; un uomo la cui intera attività, tutto l'insegnamento, tendevano a mostrare, a coloro che erano insoddisfatti di questo mondo, una via spirituale attraverso la quale essi potevano sfuggire e trovare, nel loro paradiso interiore, in questo "Regno di Dio" che è in noi, il Dio "in spirito e verità" che essi cercavano senza conoscerlo. Se è vissuto, Gesù non si è mai sognato di fondare una organizzazione temporale – e mai, soprattutto, una organizzazione politica e finanziaria – come è così presto diventata la Chiesa cristiana. La politica non lo interessava affatto. E, detestato dai ricchi egli era un nemico così deciso di ogni ingerenza del danaro negli affari spirituali che certi Cristiani hanno, a torto o a ragione, visto in ciò un argomento che prova che, contrariamente all'insegnamento di tutte le Chiese cristiane (tranne, naturalmente, quelle che negano assolutamente la sua natura umana, come ad esempio la setta dei Monifisiti), egli non era affatto di sangue ebraico. Il vero fondatore del Cristianesimo storico, del Cristianesimo tale e quale noi lo conosciamo nella pratica, il quale ha recitato, e ancora recita, un ruolo nella storia dell'Occidente e del mondo, non è né Gesù, di cui non sappiamo nulla, né il suo discepolo Pietro, di cui sappiamo che era della Galilea ed era un semplice pescatore, ma Paolo di Tarso, di cui sappiamo che era Ebreo di sangue, di formazione e di cuore, e, ciò che più conta, un Ebreo istruito e "cittadino romano", come tanti intellettuali ebrei sono oggi cittadini francesi, tedeschi, russi o americani.

Il Cristianesimo storico – che non è per nulla un'opera "al di sopra del Tempo" ma in tutto un'opera "nel Tempo" – è l'opera di Saul, chiamato Paolo, vale a dire, l'opera di un Ebreo, come sarebbe stato il Marxismo duemila anni più tardi. Esaminiamo la carriera di Paolo di Tarso.

Saul, chiamato Paolo, era un Ebreo e, per di più, un Ebreo ortodosso nonché istruito; un Ebreo imbevuto della coscienza della sua razza e del ruolo del "popolo eletto" che questo doveva, secondo quanto promesso di Jahvè, recitare nel mondo. Egli era allievo di Gamaliel, uno dei più reputati teologi ebraici del suo tempo – teologo della Scuola dei Farisei; quella che, precisamente secondo i Vangeli, il Profeta Gesù, che la Chiesa cristiana avrebbe poi elevato al rango di Dio, aveva più violentemente combattuta per il suo orgoglio, la sua ipocrisia, la sua abitudine di spaccare il capello in quattro e di far passare la lettera della legge ebraica prima del suo spirito – prima, almeno, di ciò che lui credeva essere il suo spirito; non è detto che Saul non abbia avuto, a riguardo, un’idea diversa dalla sua. Inoltre – e questo è molto importante – Saul era un Ebreo colto e cosciente nato e allevato fuori dalla Palestina, in una di quelle città dell'Asia Minore romana che erano succedute all'Asia Minore ellenistica conservandone tutti i caratteri: Tarso, dove il greco era la "lingua franca" universale ed in cui il latino diventava, via via, sempre più familiare, e dove si incontravano dei rappresentanti di tutti i popoli del Vicino Oriente. In altri termini, Saul era già un Ebreo del "ghetto", che possedeva, oltre ad una profonda conoscenza della sua tradizione israelita, una comprensione del mondo dei "Goyyim" – dei non Ebrei – comprensione che doveva, più tardi, tornargli molto utile e preziosa; egli lo conosceva infinitamente meglio della maggior parte di quegli Ebrei di Palestina dal cui ambiente erano usciti i primi fedeli della nuova setta religiosa della quale proprio lui era destinato a fare il Cristianesimo tale quale noi lo vediamo.

È detto negli "Atti degli Apostoli" che egli fu dapprima un persecutore accanito della nuova setta. Gli aderenti di questa non disprezzavano forse la legge ebraica, nel senso stretto del termine? L'uomo che essi riconoscevano per loro capo, e che dicevano resuscitato dalla morte, questo Gesù, che lui, Saul, non aveva mai visto, non aveva forse dato l'esempio dell'inosservanza del Sabbat, della negligenza dei giorni di digiuno, e di altre trasgressioni assai biasimevoli delle regole di vita da cui un Ebreo non deve allontanarsi? Si diceva anche che un mistero, il che non faceva presagire nulla di buono, aleggiava sulla storia della sua nascita; che egli, forse, non era di origine ebraica – chi lo sa? Come non perseguitare una simile setta, quando uno è un Ebreo ortodosso, allievo del celebre Gamaliel? Bisognava preservare dallo scandalo gli osservatori della Legge. Saul, che aveva già dato prova di zelo con la sua presenza alla lapidazione di Stefano – uno dei primi predicatori della pericolosa setta – continuò a difendere la Legge e la tradizione ebraiche da quelli che egli considerava come degli eretici, finché non comprese finalmente che aveva molto – molto meglio – da fare, proprio dal punto di vista ebraico. Lo comprese sulla via di Damasco.

La storia, per come la racconta la Chiesa cristiana, vuole che colà egli abbia avuto un'improvvisa visione di Gesù – che egli non aveva, lo ripeto, mai visto "secondo la carne" – e che abbia inteso la voce di quest'ultimo dirgli: "Saul, Saul, perché mi perseguiti?", voce alla quale egli non poté resistere. Egli sarebbe, inoltre, rimasto accecato da una luce abbagliante e si sarebbe sentito gettare a terra. Trasportato a Damasco – sempre in questo stesso racconto degli "Atti degli Apostoli" – egli vi avrebbe incontrato uno dei fedeli della setta che era venuto a combattere, un uomo che, dopo avergli restituito la vista, gli avrebbe dato il battesimo e l'avrebbe ricevuto nella comunità cristiana.

È superfluo dire che questo racconto miracoloso non può venire accettato che da coloro che già condividono la fede cristiana. Esso non ha, come tutte le favole di questo genere, nessun valore storico. Chi, senza idee preconcette, cerca una spiegazione plausibile – verosimile, naturale – della maniera in cui le cose sono andate, non può certo accontentarsene. E la spiegazione, per essere plausibile, deve rendere conto non solo della trasformazione di Saul in Paolo, – del difensore accanito del Giudaismo in fondatore della Chiesa cristiana quale noi la conosciamo – ma anche della natura, del contenuto e della direzione della sua attività dopo la sua conversione; della logica interna della sua carriera, in altri termini del legame psicologico più o meno consapevole fra il suo passato anti-cristiano e la sua grande opera cristiana. Ogni conversione implica un legame fra il passato del convertito e il resto della sua vita, una ragione profonda, vale a dire una sua aspirazione permanente, che l'atto della conversione soddisfa; una volontà, una direzione permanente di vita e d'azione, di cui l'atto di conversione è l'espressione e lo strumento.

Ora, dato tutto quello che noi sappiamo di lui e soprattutto del seguito della sua carriera, non vi è che una volontà profonda, fondamentale, inseparabile dalla personalità di Paolo di Tarso in tutti gli stadi della sua vita, che possa fornire la spiegazione della sua "via di Damasco", e questa volontà è quella di servire il vecchio ideale ebraico di dominazione spirituale, complemento e coronamento di quello della dominazione economica. Saul, Ebreo ortodosso, Ebreo cosciente, che aveva combattuto la nuova setta nella misura in cui essa costituiva un pericolo per l'ortodossia ebraica, non poteva rinunciare alla propria ortodossia e diventare proprio l'anima e il braccio di questa setta così pericolosa, che dopo aver compreso che, rimaneggiata da lui, trasformata, adattata alle esigenze del vasto mondo dei "Goyyim" – dei "Gentili" degli Evangeli – interpretata, all'occorrenza, in modo da dare, come più tardi dirà Nietzsche, "un senso nuovo ai misteri antichi", essa poteva diventare durante alcuni secoli, se non per sempre, lo strumento più potente della dominazione spirituale di Israele; la via attraverso cui si sarebbe realizzata, più sicuramente e nel modo più definitivo, la "missione" del popolo ebraico che era, secondo lui, quella di regnare sugli altri popoli, e di asservirli moralmente, sfruttandoli anche economicamente. E più l'asservimento morale fosse stato completo, più lo sfruttamento economico sarebbe stato – implicitamente – florido. Solo a questo prezzo valeva la pena di ripudiare esteriormente il rigore della sua vecchia, amata e venerabile Legge. O, per esprimersi in un linguaggio più triviale, l'improvvisa conversione di Saul lungo la Via di Damasco si spiega in modo del tutto naturale solo se si ammette che egli si fosse reso conto, di colpo, delle possibilità che il Cristianesimo nascente gli offriva per il profitto e la dominazione morale del suo popolo, e che egli avesse pensato – in un lampo di genio intuitivo, bisogna ben dirlo, – : "Ho proprio avuto la vista assai corta, perseguitando questa setta, invece di servirmene, costi quel che costi! Come sono stato dunque stolto nell'attaccarmi a delle forme – dei dettagli – invece di vedere l'essenziale: l'interesse ultimo del popolo di Israele".

L'intera carriera ulteriore di Paolo è una illustrazione – una prova, nella misura in cui ci si può sognare di "provare" dei fatti di questa natura – di questo voltafaccia geniale; di questa vittoria dell'Ebreo intelligente, uomo pratico, e abile diplomatico (e chi dice "diplomatico" in connessione a questioni religiose, intende dire ingannevole) sull'Ebreo ortodosso istruito, preoccupato soprattutto dei problemi di purezza rituale. Dal giorno della sua conversione, Paolo, in effetti, si abbandona allo "Spirito", e va là dove lo "Spirito" gli suggerisce, o piuttosto gli ordina, di andare, pronunciando, in ogni circostanza, le parole che Esso gli ispira. Ora, dov'è che lo "Spirito" gli "ordina" di andare? Forse in Palestina, presso gli Ebrei che condividono ancora gli "errori" che egli ha appena pubblicamente abiurato, cioè coloro che sembrerebbero essere i primi ad avere diritto alla sua nuova rivelazione? Neanche per sogno! Egli se ne guarda bene! È in Macedonia, come in Grecia, e fra i Greci dell'Asia Minore, fra i Galati, e più tardi fra i Romani – in un paese Ariano; in ogni modo, in un paese non-ebreo – che il neofita se ne va a predicare il dogma teologico del peccato originale e della salute eterna attraverso Gesù crocifisso, e il dogma morale dell'uguaglianza di tutti gli uomini e di tutti i popoli; è ad Atene che egli proclama che Dio ha creato "tutte le nazioni, tutti i popoli d'un solo e medesimo sangue" (Atti degli Apostoli, Capitolo 17, versetto 26). Certo gli Ebrei, per quanto li riguarda, si astraggono da questa negazione delle differenze naturali fra le razze, ma risulta utile, dal loro punto di vista, di predicarla e di imporla ai "Goyyim"; di distruggere in essi i valori nazionali che avevano, fino ad allora, fatto la loro forza (o piuttosto, di affrettarne semplicemente la distruzione; poiché, dal IV secolo prima di Gesù Cristo, essi si stavano già sfaldando, sotto l'influsso degli Ebrei "ellenizzati" di Alessandria). Probabilmente Paolo predica anche "nelle sinagoghe", vale a dire agli Ebrei, ai quali presenta la nuova dottrina come il compimento delle profezie e dell'attesa messianica; probabilmente egli dice a questi figli del suo popolo, come a coloro che "temono Dio" – ai mezzi-Ebrei, come Timoteo, e agli Ebrei per un quarto che abbondano nei porti del mar Egeo (come anche a Roma) – che il Cristo crocifisso e resuscitato, che egli annuncia, non è altro che il Messia promesso. Egli dà un senso nuovo alle profezie ebraiche, così come dà un nuovo significato ai misteri immemorabili della Grecia, dell'Egitto, della Siria, e dell'Asia Minore: un senso che attribuisce un ruolo unico, un posto unico, un'importanza unica al popolo ebraico nella religione dei non-Ebrei. In effetti non vi è, per lui, che questo mezzo per assicurare al suo popolo la dominazione spirituale dell'avvenire. Il suo genio – non religioso, ma politico – consiste proprio nell'averlo compreso.

Ma non è sul solo piano della dottrina, che egli può dimostrarsi di una flessibilità sconcertante: – "Greco con i Greci, ed Ebreo con gli Ebrei", come afferma lui stesso. Egli ha il senso delle necessità – e delle impossibilità – pratiche. È – lui, all’inizio così ortodosso – il primo ad opporsi ad ogni imposizione della legge ebraica ai convertiti cristiani di razza non ebraica. Insiste – contro Pietro, e il gruppo meno conciliante dei primi Cristiani di Gerusalemme – sul fatto che un Cristiano di origine non ebraica, non ha assolutamente bisogno della circoncisione; né delle regole ebraiche riguardanti la nutrizione. Scrive ai suoi nuovi fedeli – mezzi-Ebrei; mezzi-Greci; Romani di dubbia origine; Levantini di tutti i porti del Mediterraneo: a tutta questa gente senza razza, di cui egli vuol fare l'intermediario virale fra il suo popolo, immutabile entro la propria tradizione mosaica, e il vasto mondo da conquistare – che non esistono affatto, per essi, delle distinzioni fra ciò che è "puro" e ciò che è "impuro"; che è loro permesso di mangiare qualsiasi cosa ("tutto ciò che si trova sul mercato"). Egli sapeva che, senza queste concessioni, il Cristianesimo non poteva sperare di conquistare l'Occidente – né Israele sperare di conquistare il mondo, per mezzo dell'Occidente convertito.

Pietro, che non era affatto un Ebreo da "ghetto", non conosceva ancora nulla delle condizioni del mondo non-ebraico, e non vedeva affatto le cose dallo stesso punto di vista, – non ancora, in ogni caso. È per questo che bisogna vedere in Paolo il vero fondatore del Cristianesimo storico: l'uomo che ha fatto, dell'insegnamento puramente spirituale del profeta Gesù, la base di un'organizzazione militante nei Tempi; il cui scopo non era, nella coscienza profonda dell'apostolo, che la dominazione dei suoi pari razziali su un mondo moralmente de-virilizzato, e fisicamente imbastardito; un mondo in cui l'amore mal compreso dell'"uomo", conduce direttamente alla mescolanza indiscriminata delle razze, alla soppressione di ogni fierezza nazionale, e, in una parola, alla degenerazione.

È tempo che i Gentili aprano gli occhi a questa realtà di duemila anni; che essi ne afferrino tutta l'acuta attualità, e che reagiscano di conseguenza.

ML

IL PARADIGMA ARIANO



Savitri Devi Mukherji,

IL PARADIGMA ARIANO
di Mauro Likar

Lo stupido non si cura di me, quando appaio in sembianza umana.

Bhagavad Gita, IX, verso 11


Se dovessi scegliere un motto, prenderei questo: “Puro, duro, sicuro” – in altri termini: inalterabile. Esprimerei così l’ideale dei Forti, di quelli che nulla abbatte, che niente corrompe, che niente fa cambiare; di quelli su cui si può contare, perché la loro vita è ordine e fedeltà, all’unisono con l’Eterno.

Savitri Devi, Souvenirs et réflexions d’une Aryenne

Savitri Devi Mukherji, nata Maximiani Portas, vestale ed araldo sacerdotale del Nazionalsocialismo, è indubitabilmente una delle voci più intense ed intellettualmente pregnanti del dissenso Ariano, durante e dopo la seconda Guerra Mondiale. Approdata all’Hinduismo, e fervente Nazional-Socialista, ha operato la sintesi fra Hinduismo, ideologia razziale Nordico Ariana e filosofia Hitleriana. Ha individuato in Adolf Hitler un Avatar del dio vedico Vishnu, e lo ha proclamato tale nei suoi scritti, che hanno avuto un’influenza decisiva sul Nazionalsocialismo del dopoguerra ed, in generale, sullo sviluppo e la conoscenza dell’Hitlerismo “esoterico”, resosi occulto in seguito alla sua plateale demonizzazione. Nella sua concezione iniziatica, Savitri Devi ha invece trattato il Nazionalsocialismo Hitleriano come una Via Iniziatica legittima e tradizionale, e come una valida prassi metafisica di perfezionamento umano.

Maximiani [in francese, Maximine] Portas nasce il 30 settembre del 1905 a Lione, in Francia, da M. Portas, d’origine italo-greca, e da Julia Nash, di nazionalità britannica e d’origine danese. La sua religione di nascita è quella cristiana ortodossa, di rito greco. Si laurea in Lettere nel 1926, e diviene Dottore in Scienze e filosofia nel 1934. Parla francese, inglese, greco e tedesco, e poi hindi e bengali. Nata francese, ottiene la nazionalità greca nel 1928.

Il 9 giugno del 1940 sposa Sri Asit Krishna Mukherji e diviene cittadina Indiana con il nome di Savitri Devi. Muore il 22 ottobre 1982, alle ore 0.25, e non lascia figli carnali, ma una lunga serie di libri proibiti: che ne fanno la “Grande Sacerdotessa” e la profetessa della “Rinascenza Ariana” a venire.

Il padre di Maximine le parla in greco, la madre in inglese, il resto della gente in francese, e lei apprende il tedesco alla scuola secondaria; è ovvio che la sua apertura al mondo, la sua vivacità di spirito ed il suo dinamismo si manifestino fin da principio, con un’ampiezza inconsueta. Sensibile e predestinata, fin dai suoi cinque anni rifiuta di mangiare la carne, e la madre le prepara dei piatti vegetariani. Durante gli anni della sua educazione religiosa, nel Rito Ortodosso greco, Maximine organizza, assieme al Pope, una sorta di scuola per i più piccini, con passeggiate, belle fiabe, e piccole festicciole familiari.

Nel frattempo studia molto seriamente la Bibbia, e tutti gli orrori che con compiacimento, ed evidente spirito di vendetta, vi vengono descritti, la indispongono profondamente nei confronti degli Ebrei, dei loro epigoni giudeo-cristiani, e delle loro religioni, lasciandole l’amaro in bocca ed un incancellabile impressione di disgusto.

In Francia, i detentori della Ricchezza Economica, all'inizio del XX secolo, non formano ancora un gruppo compatto, e sono divisi da lotte di interesse, da credenze religiose e da evidenti diversità etniche e razziali, ma operano, comunque, ognuno per proprio conto, in una perfetta sincronia di intenti.

La Finanza controlla e dirige, fin dalla Rivoluzione Francese, la politica interna ed estera della Francia, ora sotto la sua Terza Repubblica, in cui danaro e politica si confondono, si identificano e spesso si equivalgono.

Gli Eletti detentori della ricchezza economica, “les puissances de l'argent”, compreso il vero scopo funzionale della Democrazia, e conoscendone e manovrandone l'implicito egoismo, non hanno che uno scopo: Dominare dall'ombra il potere politico, per ottenere lauti profitti; senza subirne gli oneri, o la responsabilità. Per questo, infaticabili ed insinuanti, decisi e brutali, annodano relazioni con i Regnanti, rendono servigi, corrompono funzionari, e, disponendo dei mezzi, che agiscono sull'opinione pubblica, ovvero della Stampa, preparano il terreno propizio alle loro imprese, portando al potere, nelle Nazioni Bonificate dalle Dinastie Aristocratiche ed ormai consegnate al Parlamentarismo Democratico, o popolare, i propri rappresentanti nonché i propri obbedienti cani di paglia.



La colonia greca di Lione cui Maximine appartiene, è assai attenta alla politica estera della Francia, alleata dei Panslavi russi, e spesso vi si parla di un greco d’origine Russa, divenuto famoso come il più grande mercante d’Armi e di morte d’Europa: Zacharias Basileios, alias Sir Basil Zaharoff.

Una delle vendite più mirabolanti e famose di Zaharoff è stata quella del Nordenfelt I, il sottomarino a vapore difettoso che egli ha venduto prima ai Greci, e poi anche ai Turchi, ormai minacciati dal moderno ordigno.

Zaharoff ha poi persuaso i Russi del pericolo costituito ormai dalla flotta turca del Mar Nero, ed ha venduto, anche a loro, altri due sottomarini.

Quasi mai le guerre, e le verità ad esse implicite, corrispondono a quanto s’insegna nelle scuole, si scrive su libri e giornali, o si grida alle folle dall'alto delle Tribune. Quasi mai, i conflitti hanno come oggetto causale la difesa del suolo nazionale, il diritto delle genti, l'onore, o la civiltà.

Come dietro alle alleanze, così e maggiormente dietro alle guerre, esistono movimenti d’interessi finanziari giganteschi, e crudeli competizioni d'ordine commerciale, che non coincidono con i reali interessi delle collettività nazionali, che in quelle guerre vengono coinvolte e, spesso, distrutte. Coincidono, invece, perfettamente con gli interessi di determinati Trust, con le finalità ed i profitti delle Lobby siderurgiche, e con gli interessi della Finanza.

Nel 1914, voluta da Francia Russia ed Inghilterra, scoppia la Grande Guerra, e la Grande Idea, la “Magale Idea” dei Greci, è il ritorno alla patria ellenica delle terre conquistate dall’Impero Ottomano. Nel 1915 Basil Zaharoff intreccia delle strette relazioni, con David Lloyd Gorge e Aristide Briand. Uno degli scopi di Zaharoff è di assicurarsi l’entrata della Grecia nel conflitto, a fianco degli Alleati, a rinforzo del fronte orientale.

In apparenza ciò sembrerebbe impossibile, dato che il re greco Costantino I è il cognato del Kaiser tedesco Guglielmo II. Stabilendo in Grecia un’agenzia di stampa, che dirama notizie favorevoli agli Alleati, Zaharoff provoca, in alcuni mesi, la destituzione di Costantino in favore del suo primo ministro: Eleftherios Venizelos. Dopo lo sbarco dei Francesi a Salonicco, nel 1915, le truppe anglo francesi entrano ad Atene nel 1916. Il re viene destituito e Venizelos sale al potere.

Inizia da qui l’appassionato impegno di Maximine a favore della Germania, quando lei, che ha appena 11 anni, scrisse alla stazione ferroviaria di Lione, con il gesso, dei graffiti anti-Intesa in lettere alte un metro: “Abbasso gli Alleati, Viva la Germania!”, per protestare contro la loro invasione illegale della Grecia, paese neutrale.

Nel 1919, a 14 anni, Maximine legge soprattutto il poeta Leconte de Lisle, che la orienta con Poemi Antichi, l’Arco di Shiva e Poemi Barbari verso un paganesimo che celebra l’eroica resistenza dei popoli celtici e germanici, di contro all’invasione ebraico cristiana. Visita allora con la famiglia un campo di prigionieri tedeschi, e, comunicando con essi, ne comprende e condivide la tragedia.

La guerra non è stata fatta solo con l'oro ebraico, ma soprattutto con gli uomini e con il ferro cristiani. Per coloro che producendo e lavorando l’acciaio – siano essi ebrei, protestanti, o cristiani cattolici – , preparano ad arte la morte di milioni d’esseri umani, la Guerra si presenta non come un orrore, da evitare ad ogni costo, ma come una necessità economica, da promuovere con ogni possibile mezzo. Gli ordigni bellici che essi fabbricano comportano una propria fatalità funzionale e d'uso: una volta fabbricati, devono essere venduti, utilizzati, distrutti, e poi ricostruiti.

Per il fatto stesso d'esistere, e per il gioco ovvio degli enormi capitali che rappresentano, essi creano un fatale ciclo di Guerra e di Morte.

Ecco perché gli urti fra i Regnanti, le Nazioni ed i popoli sono, per i mercanti d'armi, necessità commerciali; ricerche affannose di uno sbocco letale desiderato, e di un ampio consumo dei propri prodotti. Se tali scontri si producono spontaneamente, tanto meglio, altrimenti, bisognerà provocarli abilmente, perché i produttori ed i venditori d'armi, come hanno bisogno di ferro per fare armi e cannoni, così hanno bisogno di un enorme sacrificio di vite umane, per assicurarsi la vendita e l'uso di tutte le loro macchine belliche.

Il Grande organismo siderurgico e le Banche sono maestri, nell'arte di provocare e sfruttare, a proprio esclusivo vantaggio, le tensioni, gli allarmi, le inquietudini e le paure fra popoli che, poi, si traducono in ordinazioni di materiale bellico, ed in affari finanziari colossali che, assai spesso, per non dire sempre, conducono ad una guerra. L’opinione pubblica viene abilmente influenzata e pilotata dai giornali che questi Trust possiedono; a volte, questa opinione – all’epoca in Francia, nazionalista con stridenti accenti revanscisti – viene addirittura creata, e poi ampiamente diffusa.

I fabbricanti d'armi esercitano un'influenza totale sui governi, ed usano ogni mezzo per ottenere grandi commesse per forniture dei loro prodotti, che verranno poi pagate, ricorrendo ai prestiti dell'Alta Banca: a salassi e ad ipoteche che metteranno, gli Stati belligeranti, quanti e quali essi siano, nelle mani rapaci dei Corvi cosmopoliti della finanza.

Colpita dai molteplici tradimenti degli Alleati, la colonia greca di Lione giunge alla disperazione quando nel 1922, l’offensiva di Mustafà Kemal Ataturk rioccupa Smirne: 30.000 cristiani – Greci, Armeni e “Franchi” – vengono selvaggiamente massacrati. La città va a fuoco e un milione di sfollati cercano asilo. Maximine, mossa dalle proprie acute riflessioni sulle cause e sugli sviluppi della guerra, e dall’indignazione per l’iniquo trattamento riservato dal Trattato di “pace” di Versailles alla Germania sconfitta, non riserva più all’Inghilterra, alla Francia ed ai paesi loro alleati che il proprio più profondo disprezzo.

Questo è l’inizio della sua evoluzione spirituale, perchè essa vede in questi eventi catastrofici, che hanno sconvolto l’Europa ed il Mondo Ariano, la fine della “Civiltà ellenistica occidentale”, tenacemente radicata nella verità, e detentrice delle qualità caratteriali e della sensibilità dei propri Antenati. Inizia da qui l’era “moderna” delle ipocrisie, della miseria morale, e della perdita d’ogni valore superiore.

Si produce nella giovane donna, di una intelligenza e d’una precocità non comuni, una reazione che la porta a rigettare decisamente il cristianesimo e l’ebraismo, per rivolgersi all’Hinduismo ed al Paganesimo Ario-Germanico. Compie il suo primo viaggio in Grecia nel 1923, poi nel 1926 ottiene la laurea in Lettere e, nel febbraio del 1928, al Consolato di Grecia a Lione, ottiene la cittadinanza greca, rinunciando a quella francese.

Questo gesto basilare materializza la sua rottura con tutto ciò che caratterizza la civiltà e le ipocrisie dell’Occidente.

Mentre studia ad Atene, il suo nazionalismo politico, fuso ad un profondo amore per la cultura e l’arte Greco-Romana ed ellenistica, e corroborato dalla giusta comprensione del ruolo devastante avuto dal Cristianesimo nella corrosione dei valori e della civiltà Ariana dell’Occidente, sfocia in un convinto razzismo pagano. Una visita in Palestina, nel 1929, in cui per la Quaresima partecipa ad un pellegrinaggio ortodosso, la convince ulteriormente che il Giudeo-Cristianesimo, le cui manifestazioni esteriori osservate in Terra Santa trova false e disgustose, è un’intrusione aliena nel tessuto spirituale e psichico dell’Occidente; un Virus che ne ha distorta la natura e l’evoluzione interiore ed esterna, sovrapponendo, ad una Gnosi Reale, uno sterile monoteismo, ed un servile filo-semitismo. È proprio in Palestina che Savitri diventa Nazionalsocialista.

Nel novembre del 1929 rientra a Lione, iscrivendosi alla facoltà di Scienze. Nel 1930, a 25 anni, legge tre libri per lei fondamentali: il Mein Kampf di Adolf Hitler, il Mito del XX° Secolo di Alfred Rosenberg e La Dimora Artica dei Veda di Lokamanya Bâl Gangâdhar Tilak, scritta in carcere nel 1903, e decide di informarsi il più possibile sugli Ariani, e sul loro politeismo così vicino all’Antica Religione Greca, a lei molto familiare.

Il Padre muore nel febbraio del 1932 lasciandole un’eredità. In aprile Maximine s’imbarca da Marsiglia per Colombo, nello Sri Lanka, e in maggio attraversa il “Ponte di Rama” per assistere al festival primaverile di Holi, a Râmeshvaram nell’India meridionale. Viaggia in India, alla ricerca di quel Paganesimo Ariano che il Giudeo Cristianesimo ha soppiantato. Nel subcontinente vede “Gli Dei e i Riti, simili a quelli dell’Antica Grecia e dell’Antica Roma, dell’Antica Britannia e Germania, che gente della nostra razza qui ancora pratica, con il culto del Sole, da seimila anni.”

Il suo eroe esemplare è l’Imperatore Claudio Giuliano, che la marmaglia cristiana ha definito Apostata, e che, nel IV secolo, ha restaurato nell’Impero Romano, per un tempo troppo breve, il paganesimo ed il culto del sole.

Nel 1934 Torna a Lione per sostenere ed ottenere il dottorato in Scienze, poi, nel maggio del 1935 è nuovamente in India, a Râmeshvaram. Nello stesso anno, insegna Storia dell’Inghilterra al Jerandan College di Delhi, e poi a Mathurâ.

Infine, si presenta a Shrimat Swami Satyananda, presidente della Hindu Mission di Calcutta, e diviene conferenziera itinerante per le regioni del Bihar, del Bengala e dell’Assam. Quando lei gli chiede se può fare riferimento ad Adolf Hitler ed al suo Mein Kampf, nelle sue conferenze, lui le risponde che Hitler è per loro un Avatar, o un’Incarnazione di Visnu: il preservatore delle cose Contro il Tempo.

Interrogato da lei allo stesso proposito, Ramana Maharshi, una delle più grandi personalità spirituali dell’Advaita Vedanta indiano, dirà che Hitler è uno “Jnani”, ovvero un Saggio. Lo Jnani, spiega Devi, “è un saggio che ha l’esperienza personale diretta, e completamente cosciente, delle verità eterne che esprimono l'essenza dell'universo.”

Inclusa questa antica legge cosmica Ariana, che gli Hindù hanno conservata, e che postula l’ineguaglianza delle creature, implicita nelle diverse razze, che sono il sigillo di una diversità non solo fisica, ma anche psichica e spirituale, e che corrispondono, dunque, ad una distinta Gerarchia degli esseri, nella Luce dell’Unica Realtà ad essa implicita: il Brahman-Atman delle scritture Hindu.

Savitri Devi, come pure Julius Evola, riporta l’antica cosmologia Ariana all'Artide, alla Hyperborea di Thule, in una linea che discende dalla Società della Thule Gesellschaft fino al Nazionalsocialismo.

“Bene ha fatto von Sebottendorff, il fondatore della famosa società di Thule a venire spesso in India e ad intrecciare contatti consapevoli con le Tradizioni Hindù riguardanti gli Hyperborei.”

Nella scelta hitleriana del simbolo dello svastika, la ruota solare ariana, come emblema del Nazionalsocialismo, Savitri vede chiaramente un segno di inequivocabile affinità: “Si tratta del profondo legame resosi visibile fra Hitler e l’Hinduismo ortodosso.”

“Gli Arya”... Grecia, India, Germania: queste sono le pietre miliari storia della mia vita. Proprio come le altre donne amano diversi uomini, di seguito, così io ho amato l’essenza di diverse culture, l’anima di almeno queste tre nazioni. Ma, in tutte e tre, ed al di sopra di esse, vi è la perfezione essenziale dell’arianità, che io ho visto e celebrato, adorandola per tutta la mia vita.

Io ho visto Dio – l’ Assoluto – nella bellezza vivente e nelle molte virtù del mio proprio Dio – della Razza, come un’altra donna Lo vede negli occhi dei suoi amati, dandogli tutto per la gioia di adorarlo in quelli; non nel cielo, ma qui, sulla terra.

Maximine Portas prende allora residenza a Calcutta e, lavorando per la Hindu Mission, assume il nome di Savitri Devi, la Dea ariana del Sole. L’Hinduismo razziale ariano corrobora la sua fede razziale nazionalsocialista, e lei si impegna nel Movimento Nazionalista Indiano, che combatte su due fronti: contro l’Islam e contro il colonialismo britannico.



Viaggia sui treni sovraffollati: Benares, Lahore, Peshâvar, Vrindavan, Mathura, Udjaipur, Puri, il Gange. Ormai è diventata “la Missionaria del Paradigma Religioso ariano”. Nel 1937 incontra Subhas Chandra Bose, che sta lavorando alacremente, da cinque anni, per un’alleanza Germano-Indiana. Il 9 gennaio 1938, a Calcutta, viene presentata a Sri Asit Krishna Mukherji, dottore in Storia, editore e brahmano, fondatore di The New Mercury, bimensile nazionalsocialista sostenuto dal consolato tedesco di Calcutta dal 1935 fino alla sua interdizione, nel 1937.

Dopo questo incontro, Maximine, che sposerà Mikherji il 9 giugno del 1940, diventa anche legalmente Savitri Devi. Savitri ed Asit condividono la stessa visione di un mondo pan-ariano, fondato sul vigore e sulla purezza del suo substrato razziale.

Nel 1939, Savitri pubblica a Calcutta A Warning to the Hindus, che invita alla riconquista dello spazio di civilizzazione indù, precedente alla colonizzazione, prima arabo-islamica, poi britannica, al rinnovarsi del paganesimo dimenticato, dei culti della Natura, della giovinezza e della forza razziale. Esso è dedicato al divino Claudio Giuliano, Imperatore dei Greci e dei Romani.

Con la guerra la situazione cambia drasticamente, perché Savitri è straniera, quindi sospetta, e rischia l’espulsione oppure l’internamento preventivo in un campo di concentramento inglese; sospetta anche a causa delle sue notorie attività filo-nazionalsocialiste. Allora A.K. Mukherji le propone il matrimonio, che le consente d’avere, con il un passaporto britannico, un’ampia libertà di movimento. Durante la guerra, la coppia svolge azioni di Intelligence a favore dell’Asse, e Mukherji mette il militante nazionalista Indù Subhas Chandra Bose in contatto con i Giapponesi, che vogliono finanziare la sua Indian National Army, nella campagna antibritannica.

Nel luglio del 1940, Savitri Devi pubblica The Non Hindu Indians and Indian Unity. In Europa ed in Asia c’è la guerra, e nel 1945 la sconfitta della Germania segna l’occultarsi dell’ideologia e del Progetto Pan-Ariano. Hiroshima e Nagasaki mostrano al mondo, impresso nelle ceneri radioattive dei più grandi forni crematorî della storia, il vero volto dei vincitori.

Disperata e sconvolta per la sconfitta della Germania e per il suo smembramento post-bellico, Savitri Devi decide di lasciare l’India, per intraprendere la sua nuova missione: di resistente ariana, e di propagatrice clandestina delle “Verità proibite”, relative al Nazionalsocialismo e all’Hitlerismo sconfitti. Ritorna in Europa nel 1945, determinata a propagandare il suo credo nazista. Nel novembre del 1945 s’imbarca a Bombay, per Londra, e prende contatto con le camicie nere di Oswald Mosley, ma non trova, nel gruppo, che dei piccolo borghesi ormai intimoriti, appartatisi dalla politica.

Va a Lione, dalla madre, e scopre che un abisso ideologico le separa. Qui, nel marzo del 1946, termina Impeachment of Man, che viene pubblicato a Calcutta da Mukherji.

Di nuovo a Londra, pubblica con la Società Teosofica The Son of God, un libro sul Faraone eretico Akhenaton, mentre il mondo intero parla delle atrocità naziste, ed i vincitori inscenano un Processo di Norimberga che ha il solo scopo di eliminare, fisicamente, le scomode Verità dei Vinti.

Il 16 Ottobre 1946, per non essere accoppato come un criminale, Hermann Goering si suicida con il cianuro, nel tetro carcere di Norimberga, e Savitri il 28 novembre si imbarca per l’Islanda: l’antica Thule dei greci.

Lavora come domestica, ed impara l’islandese, poi diviene precettrice francese di un’austriaca, sposata ad un islandese. Nel dicembre del 1947 torna a Londra e trova impiego come costumista alla Randolph Dance Company, che allestisce un po’ ovunque spettacoli di danza indiana.

Nel frattempo prepara il suo libro The Lightning and the Sun, che espone la sua dottrina ariana, ed una accorata testimonianza su Adolf Hitler.

Con la Compagnia di Danza giunge a Stoccolma e, per caso, incontra un vecchio amico inglese, nazionalsocialista, che la presenta a dei camerati svedesi fra cui Sven Hedin, il celebre esploratore dell’Asia e del Tibet, che allora ha 83 anni.

Il 6 giugno Savitri ed Hedin discutono per quattro ore sulle condizioni della Germania, e sulle possibilità d’una rinascita ariana. Molto ottimista, il vecchio esploratore le solleva il morale tanto da indurla a recarsi in Germania in Missione.

Savitri stampa dei volantini di propaganda, e il 15 (1947)giugno prende il Nord-Express da Stoccolma a Parigi. Passa per molte città tedesche: Flensburg, Hamburg, Brema, Duisburg, Dusseldorf, Colonia, Regensburg, e ad ogni fermata distribuisce questi messaggi proibiti, dissimulati in vario modo.

“Ho alcune carte pericolose qui... vuoi vederle?” Così dicevo al giovane Germanico, alto e bello, che camminava al mio fianco lungo il passaggio sotterraneo che portava alla pensilina da dove dovevo prendere il mio treno, alla stazione di Colonia, la notte fra il 13 e 14 Febbraio 1949. Avevo incontrato l’uomo alcune ore prima, alla “Missione Cattolica” della stessa stazione, ed avevamo parlato abbastanza per poterci fidare l’uno dell’altro, e per dire il resto.

Si fermò un secondo, guardandosi attorno per vedere se qualcuno ci stesse seguendo, o se un passante avesse potuto udire le mie parole. Ma c’era poca gente nel lungo corridoio. Il giovane uomo si girò verso di me e disse a voce bassa: “Si, dammene uno.” Io tirai fuori dalla tasca un volantino piegato due volte in quattro e lo misi nella sua mano. “Non fermarti a leggerlo ora,” dissi, ma aspetta finché saliamo sul treno, e poi va a leggerlo alla toelette, dove nessuno può disturbarti. Prenditi tutto il tempo, pensa se questi manifestini possono tornare utili, e dimmelo francamente. Se ne vuoi ancora, ne ho abbastanza.” Il giovane mise la preziosa carta nella tasca interna del cappotto, e continuò a camminare al mio fianco in silenzio, aiutandomi a portare il mio piccolo bagaglio. Raggiungemmo la piattaforma. Il treno era là, praticamente vuoto, perché non doveva partire che un’ora dopo, all’1:12, se ricordo bene. Soffiava un vento impetuoso, e faceva tremendamente freddo.

Il giovane uomo mi aiutò a sistemare la valigia nel bagagliaio, e poi si isolò per andare a leggere il foglietto nel posto più appartato, come avevo suggerito. Le parole che egli lesse, scritte in grandi caratteri maiuscoli sotto una svastika che copriva quasi un terzo della pagina, erano le seguenti:

POPOLO GERMANICO,
COSA TI HANNO PORTATO LE DEMOCRAZIE?
IN TEMPO DI GUERRA, FOSFORO E FUOCO.
DOPO LA GUERRA, FAME, UMILIAZIONE, OPPRESSIONE;
LO SMANTELLAMENTO DELLE FABBRICHE;
LA DISTRUZIONE DELLE FORESTE;
ED ORA, — LO STATUTO DELLA RUHR!
MA “LA SCHIAVITÙ CHE ORA VIENE SARÀ DI BREVE DURATA.”

IL NOSTRO FÜHRER È VIVO
E PRESTO TORNERÀ, CON UN POTERE INAUDITO.
RESISTI AI NOSTRI PERSECUTORI!
ABBI FIDUCIA ED ATTENDI.

HEIL HITLER!

Il foglio era firmato “S.D.” — ovvero le mie iniziali.

Il giovane Tedesco uscì dal suo angolo. C’era una strana luce nei suoi brillanti occhi grigi, e uno strano imperio nel suo tono di voce. “Dammi quanti più puoi di questi fogli. Io li distribuirò per te!”, disse. Non era più il solitario, affamato, triste prigioniero di guerra, che era appena tornato a casa, dopo quattro lunghi anni di ogni tipo di maltrattamento nelle mani dei nemici della Germania. Era ancora una volta il soldato di una Germania vittoriosa – di una Germania invincibile – e l’araldo dell’Eterna Idea di Hitler; era ancora una volta il suo antico sé, che nulla può uccidere.

Questa traversata della Germania in rovina segna profondamente Savitri Devi. Per viaggiare ora le serve un’autorizzazione militare, che ottiene da un vecchio amico che lavora all’Ufficio degli affari Tedeschi, e che non sospetta nulla delle sue attività clandestine. Nel 1948 e 1949, al tempo della de-nazificazione, Savitri conduce una serie di missioni di propaganda clandestina in una Germania prostrata e devastata dall’inedia di massa, e dal terrore prodotto dai bombardamenti Alleati, che hanno raso al suolo le antiche città tedesche.

Distribuisce opuscoli e biglietti postali, che sollecitano la resistenza ad una brutale occupazione. Gli opuscoli sono accompagnati da piccoli doni di caffè, zucchero, o burro. Per Savitrti Devi, la diffusione di quegli fogli attraverso la Germania assume un significato di proporzioni cosmiche: "scritto e gettato dagli Dei, attraverso di me."

Durante tre mesi, dal 7 settembre al 6 Dicembre 1948, distribuisce seimila proclami pro nazisti, nelle tre zone di occupazione Occidentale. Poi torna a Londra per preparare la sua “terza missione” e far stampare i volantini necessari. Prima di attraversare il confine con il Belgio, inizia a cantare un Mantra di Shiva, “il Distruttore”. A Londra, fa stampare 6.000 opuscoli e, con quelli, rientra in Germania.

Comincia a scrivere Gold in the Furnace: l’Oro della resistenza nazionalsocialista nella fornace della Germania occupata. Continua così la sua descrizione della Germania in rovina, iniziata con Defiance, e la sua distribuzione di volantini: 11.500, fino al suo arresto, nel febbraio del 1949.

Condannata a tre anni di detenzione o all’espulsione verso l’India, sceglie la prigione, ma non vi resterà che 8 mesi. Finirà il libro segretamente, nella cella di Werl, nella zona d’occupazione britannica, e conoscerà delle altre detenute nazionalsocialiste, che le forniranno poi dei preziosi contatti esterni.

Da allora, Savitri Devi viene considerata una Camerata, e potrà ottenere degli aiuti clandestini, dati ai militanti in difficoltà. La sua fama si espande nell’ambiente nazionalsocialista tedesco, e poi inglese ed americano. Viene espulsa, e per poter tornare in Germania deve fornirsi d’un’altra identità, e ridiventa così la cittadina greca Maximiani Portas. Con questa identità, Savitri compie un pellegrinaggio nei molti luoghi in cui si è svolta la vita di Adolf Hitler, colui che lei considera, come farà poi anche il Cileno Miguel Serrano, un Avatar o incarnazione di Vishnu.

Nel 1953, Savitri torna illegalmente in Germania per un proprio speciale Pellegrinaggio, durato quattro anni, ai Luoghi Alti del Nazionalsocialismo e del paganesimo germanico. Questo “viaggio alle sorgenti”, effettuato a dispetto del decreto d’espulsione delle Autorità di Occupazione, viene registrato nel libro dal titolo omonimo: Pellegrinaggio, che uscirà a Calcutta nel 1958, stampato da Mukherji.

Visita Braunau am Inn, Lambach, Linz, Berchtesgarden, il Berghof, la Feldherrnhalle, Steyr, Vienna, Monaco e Norimberga. Vive per due anni a Emsdetten in Vestfalia, in casa di un simpatizzante Nazionalsocialista, e qui completa Folgore e Sole, ed aggiunge alle stazioni del suo Pellegrinaggio lo Hermannsdenkmal ed il complesso megalitico di Externsteine.

Il primo è un monumento in onore della sconfitta inflitta ai Romani da Hermann, o Arminio, nel 9 d.C.; il secondo un tempio solare pagano, dove Savitri sperimenta una rivelazione mistica, che riguarda la vittoria finale Ariana. Qui culmina il suo viaggio, sulle rocce verticali che formano il santuario principale del culto germanico del sole: Externsteine. “Le rocce del sole” sono il luogo dove, durante il Reich Hitleriano, venivano nuovamente celebrati i solstizi, e dove la gioventù Hitleriana veniva iniziata.

È il monumento più splendido fra tutti i Templi del sole che Devi ha visto in Grecia, in Egitto, o in India. Nella Stanza centrale turrita, allineata per catturare il sole nascente, lei si è levata in piedi con le braccia tese, nel Surya-namaskar, il saluto al sole. Allora ha recitato una preghiera al dio cosmico ed impersonale che ha incarnato Adolf Hitler, come moderno Avatar:

“Signore delle forze invisibili, che non conosco e non posso cogliere, la cui maestà io adoro nell’ordine eterno della Natura, e nella bellezza eroica delle vite dei miei camerati, tue manifestazioni. Aiuta noi, Nazionalsocialisti, a mantenere la tua verità all'interno dei nostri cuori, e a realizzare, un giorno, l’ordine reale del nostro nuovo Führer, riflesso terrestre della tua impietosa armonia cosmica!”

Dopo un giuramento, Savitri Devi ha consacrato i libri già pubblicati, e il manoscritto del suo Opus Magnum: The Lightning and the Sun (Folgore e Sole: Nel Tempo, Sopra il Tempo, Contro il Tempo). Questo libro, iniziato in Scozia nel 1948, continuato ad intervalli in Germania, e completato nel 1956, è stato scritto per presentare una concezione della storia – antica e moderna – incontrovertibile dal punto di vista della Verità ETERNA.

Le figure principali, usate per illustrare la concezione ciclica della Storia, sono Akhenaton, Genghis Khan ed Hitler. Esse sono disposte nel contesto di una successione “delle Età”. All'interno del Kali Yuga – l’Età oscura – Akhnaton è “l'uomo sopra il tempo”, simboleggiato come il sole: il Faraone che ha voluto restituire all'uomo la perduta età dell’oro; un visionario che ha lottato contro la marea della sua propria Epoca, senza poter realizzare praticamente la propria visione.

“L’uomo nel tempo” viene esemplificato da Genghis Khan, ed è una forza distruttiva priva dell'idealismo, il cui simbolo più pertinente è il lampo, e che agisce in accordo con la natura della sua Età. In Adolf Hitler Devi trova “L’uomo contro il tempo” che unisce l'idealismo con la forza; sia lampo che sole, e che intraprende la guerra contro le forze dell'età Buia, ad un livello pratico.

È il predecessore del Kalki Avatar, il vendicatore che appare alla conclusione di ogni Età. Tuttavia, dato che Hitler ha combattuto contro le maree cicliche di questa Età tenebrosa, la sua battaglia era destinata alla sconfitta. Devi afferma che l’azione è il dovere dharmico degli Hitleriani, nel mantenere viva la fiamma del Nazionalsocialismo, durante il Kali Yuga; come base per un nuovo Ordine che Hitler stesso ha profetizzato nel 1928, vedendosi come un annunciatore: “Non sono lui; ma dato che nessuno si fa avanti devo preparare così il suo avvento.”

I Compagni al fianco del futuro Avatar, saranno gli ultimo Nazionalsocialisti dalla volontà ferrea, saggiati con la persecuzione: i “camerati vendicatori”.

Savitri traccia sul muro in rovina del Berghof: “Einst kommt der Tag der Rache!”, cioè “Verrà il Giorno della Vendetta!” Nel suo Pellegrinaggio, lei rende visita ai Resistenti nazionalsocialisti sfuggiti ai tribunali di guerra ed alla “denazificazione”, e passa parecchio tempo con i Camerati della rete Odessa.

Nella primavera del 1957, Maximiani Portas torna in India e ridiventa Savitri Devi, ma dati i suoi scarsi mezzi finanziari ha dovuto arrivarci per via di terra, partendo dall’Egitto, via Beirut, Damasco, Bagdad, Teheran, Lahore, Dehli.

Il 2 giugno 1957 è a Calcutta, con Asit Mukherji. Savitri trova un posto di interprete presso un ingegnere tedesco che costruirà una funicolare in Orissa.

Poi, nel settembre 1958, diventa professoressa alla scuola francese.

Nel marzo del 1960 muore a Lione la madre di Savitri, e lei va a Marsiglia, ma di là si sposta a Madrid, per incontrare Otto Skorzeny, che gestisce un’impresa di Import export, la cui attività ha salvaguardato gli interessi industriali e finanziari tedeschi dopo la guerra.

Si dice che sia lui ad Organizzare l’Odessa, la più grande rete di emigrazione clandestina germanica. Otto le fa incontrare il Belga Léon Degrelle, ex comandante delle SS Vallonie, ed altri Tedeschi rifugiatisi in Spagna.

Fra il 1961 e il 1965, continua a scrivere e pubblicare i propri libri, in cui presenta

il Nazional-Socialismo come una Religione della Natura, legata al sistema indo-ariano dei Cicli temporali, o Yuga, e delle tre classi d’uomini, con “Contro, ed al di sopra del Tempo”, Adolf Hitler: Avatar di Vishnu.

Le amicizie fatte durante il suo imprigionamento le hanno fornito un passaporto d’entrata nel mondo del Nazionalsocialismo del dopoguerra, e, mentre vive a Londra, viene coinvolta nella politica del British Racial Right, il partito della destra razziale britannica, e si intrattiene a lungo con George Lincoln Rockwell, al congresso internazionale della World Union of National Socialists (WUNS), a Cotswold nel 1962, luogo della famosa Dichiarazione di Cotswold.

Nel giugno del 1971, a 66 anni, aiutata finanziariamente da Fräulein Marianne Singer, può prendere l’aereo e tornare in India, da Asit Mukherji. Ha appena terminato Souvenirs et Réflexions d’une Aryenne, una autobiografia che è, nello stesso tempo, una chiara esposizione della religione razziale ariana ed anche il suo Testamento spirituale. Vive alla periferia di Dehli, con una piccola pensione di ex insegnante di francese, fino al 1977, anno in cui muore Asit Krishna Mukherji.

Lei soffre di cateratta progressiva e nel 1981 subisce un attacco di paralisi del lato destro. Non vede e non può leggere, ed altri devono scrivere le sue lettere.

Grazie al soccorso finanziario dei suoi numerosi amici tedeschi, può tornare in Baviera, ed essere alloggiata in una casa di cura per persone anziane, e poi presso la sua amica Elizabeth Ettmayr, a Traunstein. Tornata in Francia nella primavera del 1982, alloggia all’ospizio dei vecchi a Lozanne sul Rodano, ma vuole tornare in Germania.

Savitri Devi vive per molti anni in assoluta povertà, mettendo da parte ogni rupia e ogni franco che aveva per poter pubblicare i propri scritti in India, e da lì, mandarli nel resto del mondo; il più delle volte come dono, e di certo senza alcun profitto economico. Così, essa ha conservato e fatto nuovamente germogliare i semi della Rinascenza Ariana, rendendo molti uomini e donne suoi debitori per quanto riguarda il loro risveglio ancestrale.

Muore improvvisamente in Inghilterra, il 22 ottobre 1982, a mezzanotte e venticinque minuti, colpita da un infarto. Viene cremata con il rito Hindu, e le sue ceneri vengono mandate al Quartiere Generale del Partito Nazionalsocialista Americano (ANP), ad Arlington, in Virginia, e poi, presumibilmente, in quello successivo di Milwaukee, nel Wisconsin.

Mauro Likar 24 Settembre 2009

JAHVE' O DELL'EGGREGORO




LA NASCITA DELLE RELIGIONI EBRAICHE
AL PRINCIPIO FU L'EGREGORO,
E L'EGREGORO DIVENNE DIO.

L'Egregoro o "Coscienza di gruppo", si forma quando una o più persone si riuniscono per compiere una precisa azione, pensare secondo un dato schema ideologico ed entro certe linee operative, in modo da sperimentare le esperienze emotive, spirituali, e fisiche, corrispondenti alla qualità dell'intenzione attivante.

Nell'Egregoro, le forze emotive, vitali, e mentali, di tutti i componenti del gruppo, si fondono in una Forma Pensiero di Gruppo, o Elementale Artificiale, che, se nutrito per secoli o millenni, diviene una Entità Energetica Divina, cioè un Dio artefatto e collettivo, che ha un potere infinitamente maggiore della somma delle menti che compongono il gruppo da cui è stato emesso.

Una Forma pensiero egregorica, formata dal legame fra le parti consce, inconsce, e super consce di quanti contribuiscono alla sua costruzione e mantenimento energetico, è interrelata con molti livelli mentali, con altri aspetti di pensiero e con multiformi valenze d’energia Psichica. Per cui, essa non è l'addizione, ma l'elevazione a potenza, delle sue componenti. Se il gruppo che ha proiettato l'Egregoro, cessa di incontrarsi nel rito dedicatogli, e di nutrirlo immaginalmente, questo Elemento Artificiale potentissimo, non scompare, ma entrato in latenza, può venire ri-attivato da un altro gruppo che operi sulle medesime linee rituali, mentali, ed immaginali di quello originario.

La forma pensiero del nuovo gruppo, contatta allora l'Egregoro latente, lo rivivifica,e questo riprende ad operare attivamente attraverso i suoi nuovi canali espressivi. L'Egregoro opera attraverso lo psichismo dei membri del gruppo che lo aggrega e sostiene energeticamente, attraverso l'uso ripetuto e quotidiano di rituali, cerimonie, visualizzazioni, scritture, recitazioni testuali, immagini dipinte o scolpite, cioè con strutture immaginali ed esterne che ne fissano la Forma Pensiero, ancorandola ad una formulazione sempre più completa, complessa e potente.

Se il Rituale ed il Culto di un Egregoro in latenza, viene ri-membrato, riattivato, e praticato in accordo alle linee intenzionali dei suoi emittenti originari, dopo un dato periodo, la Coscienza Egregorica sopita si ri- manifesta: dapprima nelle vecchie modalità, per poi adeguarsi, lentamente, alle varianti immaginali e psichiche dei suoi nuovi ri-compositori, e degli eventuali offerenti accidentali.

Quando un rituale, degli scritti, e delle immagini simboliche egregoriche, sono state caricate ed attivate, in una pratica secolare, o millenaria, l'Elementale Artificiale che ne risulta,è un Centro di Coscienza potentissimo: un “Dio Particolare ed Esclusivo” in cui si organizzano i Poteri, le Facoltà, e gli Ideali di tutti coloro che, in quel lasso di tempo, hanno immesso nella sua struttura, l'energia dei loro pensieri, parole, ed azioni. Non solo i viventi e gli incarnati, ma anche i disincarnati e le Entità sovrumane, che agiscono sull'Egregoro richiamate per corrispondenza vibratoria, dai piani astrali e sottili, collaborano alla composizione complessiva della sua Forma, e del suo Potere.

Difatti, ad ogni azione resa esplicita nel livello materiale, corrisponde, per risonanza vibratoria, l'Energia implicita che essa riverbera, richiamandolo dai livelli astrali e cosmici dell'Ologramma divino. Perciò, fondando un Culto Egregorico sul piano fisico, simultaneamente si forma nei piani interiori e sottili, una corrispondente Entità psichica di Gruppo, che diviene il Centro sottile della Coscienza, della Sapienza, e del Potere a cui gli elementi della Con-gregazione sacerdotale, o di un Popolo, che adori passivamente quel Dio artificiale, danno personalità ed energia individuale, e da cui attingono l'Ascendente risultante, potenziato collettivamente.

Questo Scambio, o Patto di Alleanza egregorica, ha luogo per tutta la durata della Pratica rituale e cultuale di un dato Egregoro, e si protrae nel tempo attraverso la sua trasmissione sapienziale, scritturale, simbolica, e di Lignaggio: cioè genetica e razziale. La nozione di Egregoro astrale, spiega il perdurare di idealità costruttive e distruttive, di cui le manifestazioni o Epi-Fanie variano di tempo e luogo, ma che sono tutte gli strumenti “disponibili” di una data realtà egregorica omogenea.



I raggruppamenti umani che servono un dato Egregoro, cambiano, evolvono, spariscono, ma la Causa egregorica rimane, e può essere ripresa più tardi, da altri individui o da altre Aggregazioni cultuali dello stesso Lignaggio. Gli impulsi mentali ed archetipi sotto i quali il gruppo opera, sono in accordo con la sua stessa tipologia costitutiva, e su di essi si organizza quindi la struttura della Forma Pensiero di Gruppo: L'Egregoro che essi vanno progressivamente formando e nutrendo con le proprie emozioni, concetti, intenzioni, ed azioni rituali e simboliche.

Su questa struttura primaria, si fissa allora con lenta crescita, la materia vitale ed energetica del Corpo Egregorico: uno psicoplasma vitale capace di organizzarsi autonomamente, manifestandosi, in seguito al Grande Rituale del Richiamo orgiastico di Gruppo, come Canale Fisico ed Incarnazione Materializzata dell'Egregoro stesso. Questo prodotto è il Figlio del Dio particolare di quel Gruppo: la Presenza Reale, richiamata in un corpo materiale che ne manifesta l'energia ed il potere, sul livello fisico terrestre. Questo è, ad esempio, il Messia degli Esseni e degli Ebrei.

Il Dio egergorico è quindi una Forma-Pensiero artificiale, fatta nascere e crescere nel tempo dalla concentrazione, pilotata, di una generazione di devoti e seguaci dopo l'altra. Le Entità astrali della ritualistica magica, posseggono un'esistenza indipendente, come forze-pensiero od Elementi di natura. L’ Egregoro non ha un'esistenza organica maggiore, sul piano materiale, che in quello astrale, poiché essa non si concretizza che attraverso l'adesione passiva di esseri umani, alle opzioni forti già scelte intenzionalmente dagli Iniziatori del Patto egregorico.

La Realtà astrale, nasce e si mantiene con l'onda d’influenza che il primo centro materiale propaga e diffonde. Quest'onda prende un'esistenza reale, dal momento che continua ad agitare e muovere il proprio centro di propagazione, e vi sussiste tanto più durevolmente, in quanto contiene sempre più energia, incontrando sempre minori resistenze nel supporto psichico delle proprie maestranze, e delle loro vittime esterne.

È così che le Società Segrete, Templari, e Magico rituali, a forte coesione razziale, e con animazione astrale molto viva, continuano a vivere astralmente, moltotempo dopo che la loro azione si è spenta sul piano materiale. Se su quest'ultimointerviene un raggruppamento identico, o a morfologia psico - simile, l'Egregoro può continuare ad alimentarsi e a crescere indisturbato.

L'Ebraismo, di cui il Cristianesimo giudaico e l’Islam non sono che delle frange riformiste e scismatiche, ha il proprio Egregoro esclusivo in JAHVÈ ADONAI; e combatte quindi, necessariamente, tutte le formulazioni egregoriche divine delle altre razze, etnie, e popoli. Negando, alienando, ed osteggiando il culto degli Dei delle altre razze, i Giudeo Cristiani, gli Ebrei, e gli islamici, che di fatto formano una sola Tri-unità Egregorica Semita, tentano semplicemente di imporre al mondo ed alle razze altrui, l'egemonia assoluta del proprio Genio tribale e razziale: Jahvè, Geova, o Allah.

JAHVE' ZION ADONAI è quindi il Dio Egregorico, formulato come Unico oggetto della loro Monolatria, dagli Ebrei Leviti di Mosé, nel deserto del Sinai, durante il tempo del loro Esilio; inteso alla costruzione del loro Patto di elezione razziale. Gli Ibridi Habiru, o Hyksos Ebrei, dopo essere stati per tre secoli i Re Pastori Hyksos, e i Faraoni in un Egitto invaso, si sono ridotti ad una etnia di mandriani nomadi e di briganti, animata da un forte spirito di rivalsa, e da un odio illimitato per le altre razze.

Per realizzarsi nuovamente come popolo regale dominante, questo gruppo, sotto la guida di Akhenaton-Mosé, se i due sono una sola persona - come afferma il dottor Freud- accetta il lungo isolamento nel deserto del Sinai. Har Sinai significa: monte da cui irradia Sina, cioè l'Odio, ed è qui che Mosè, o chi per lui, porta il "suo nuovo Popolo", allo scopo di creare l'Egregoro del loro specifico Dio razziale esclusivo: Jahveh, fondando una propria Storia, e lanciando, nel Tempo, un'Intenzione Psichica di conquista globale del Mondo.

Quando essi saranno i Signori della Terra, e delle terre, non vi sarà altra Religione che quella di Jahvèh, a cui il loro destino è collegato per sempre. Per questa ragione, Mosè, che si scinde dall'altra egregora ebraica del Dio El o Elohim, di Abramo, e dall’Aton egizio di Akhenaton, impone al suo "gruppo", o Zion, di sottomettere tutte le altre razze, ed inizia con la carneficina dell'Israele Elohista ed Atonista, che difatti scompare, e va a formare il mito della tredicesima tribù ebraica. Resta padrone del campo, il solo ebraismo levita e mosaico: quello di Jahvè-Zion-Adonai.

Esso opera da millenni alla distruzione d’ogni altra fede e cultura, infiltrando, annientando, e riducendo alla degenerazione, ogni Civiltà ed ogni Storia che non sia la sua. Tutto il mondo crede che la maschera della legge mosaica, sia la vera regola di vita dei Farisei leviti ebrei, e pochi hanno pensato di indagare a fondo il loro Talmud, e gli effetti di questo "Compimento" che insegna, a costoro, d'essere la sola razza meritevole di essere chiamata umana. Tutte le altre etnie, sono "bestie da lavoro" e schiavi degli ebrei, che hanno, come scopo la conquista del mondo e l'erezione, in esso, del trono eterno di Zion.

Essendo una etnia egregorica e non genetica, che però vuole formularsi come Super-razza, a spese di tutte le altre, ed essendo formata da ibridi, la genia dei figli prediletti di Dio, deve mantenersi separata dalle altre vere Razze e Nazioni, semiti compresi, aderendo strettamente al sistema del Kahal, o aiuto ai soli consanguinei jahveici. La Comunità ebraica, ritenuta erroneamente dai non ebrei una comunione religiosa, o un’etnia, è difatti, per prima cosa e soprattutto, una ferrea comunità neo-razziale e trans- genetica.

Si tratta di una sotto-razza ibrida, resasi psichicamente omogenea per mezzo della circoncisione, della ritualità Talmudica, e del Patto egregorico con il proprio Demiurgo Zion-Jahvè. Essi hanno reso sistematico il loro essere “ Ebrei del Patto”, elevando questo criterio ideologico a strumento di dominio e dominazione delle altre razze.

Per ottenere la perfetta separazione del loro, da tutti gli altri popoli, la congrega levita e sionista ha eccitato da millenni, abilmente, il cosiddetto antisemitismo ebraico, e ne ha fatto un cavallo di Troia: espediente che permette loro di agire indisturbati, e a Logge "coperte": come nella Massoneria, da essi ampiamente ispirata e diffusa. La parola “Antisemita” non significa nulla, perché un ebreo non è semita, che quando le circostanze geografiche ve lo costringono: come altri semiti, ed allo stesso titolo.

Un ebreo alto, biondo, dagli occhi azzurri, nato in Polonia da una famiglia che vi si è stabilita da secoli, e che si mescolata abilmente agli indigeni con una serie di oculate mosse: di conversione religiosa e di matrimonio, può non avere nulla del tratto somatico semita, e sembra aver poco in comune anche con i suoi simili, stanziatisi in altri paesi. Ma possiede invece, un particolarismo costante, che resta tale nel tempo e nello spazio, facendo di un Ebreo del Patto quello che egli è: ovunque si trovi a nascere o a dover vivere. L'antisemitismo, che colpisce principalmente gli ebrei di basso ceto, è del resto un'ottima arma di propaganda, e di salvaguardia degli interessi dell' Elite levita, di cui anzi, rafforza enormemente la stabilità ed il prestigio.

Raggiunta la posizione di Super-Governo mondiale, basato sull'economia delle Borse, delle Banche e sulla razzia dell’Oro e delle Risorse, essi potranno alla fine togliersi la maschera, o indossarne una più appropriata, mettendo fine di fatto, ad ogni libertà nazionale ed individuale; sia all'interno che all'esterno di Israele.

"La Gerusalemme o Zion del Nuovo Ordine", collocata fra Oriente ed Occiente, soppianterà il doppio regno imperiale e papale. L'Alleanza Israelita Universale, oggi presente come Globalizzazione Mondiale, fa già sentire la sua pesante influenza, e penetra in tutte le economie, le culture, e le religioni. Le Nazionalità debbono scomparire, le economie frantumarsi, le religioni altrui tramontare. Allora resterà solo Israele e la sua religione unica: quella del Popolo Eletto, e del loro Dio."

Mauro Likar

martedì 30 marzo 2010

SAVITRI DEVI LA BATTAGLIA PER LA VERITA'


SAVITRI DEVI MUKERJI

La battaglia per la verità.


Ormai morto nella carne, il Fanciullo predestinato di Braunau, Adolf Hitler, vive comunque per sempre nella sua creazione ed espressione integrale: il Nazionalsocialismo. Bisogna quindi distinguere, l'effimero Partito Nazional Socialista Germanico dei Lavoratori, o N.S.D.A.P. , che è stata un'organizzazione temporale con scopi precisi, dall'Idea eterna del Nazional Socialismo.

Il Partito nasce ufficialmente, il 24 Febbraio 1920; ma, di fatto, esiste già nel 1919, come strumento rivoluzionario formulato per portare al potere il proprio Leader e i suoi membri; per liberare la Germania dalla schiavitù e dalla vergogna, risultanti dal Trattato di Versailles, e per applicare alla vita sociale e politica, su ampia scala e per la prima volta nella Storia dell'Occidente, dei principi solidi, eterni; e biologici.

Esso ha tuttavia, tutte le caratteristiche che anche le migliori organizzazioni possiedono nel Kali Yuga, l'Età Oscura; una goffaggine implicita ed una visione ristretta dell'umano. All'apice della sua gloria, il Partito accomuna fra suoi tredici milioni di membri, molta gente: idealisti coraggiosi, e servitori del tempo oscuro; eroi e semidei; una immensa maggioranza di creature umane irresponsabili, simili alle greggi di pecore, e non pochi traditori influenti. Ottiene moltissimo, e poi decade e precipita nella dissoluzione.

Dal 1945, il Partito ha cessato di esistere come corpo, e se anche dovesse un giorno venire re- instaurato con il suo vecchio nome, e il suo Simbolo solare imperituro, non sarebbe certo lo stesso. Non potrebbe esserlo, in quanto appartiene ormai al Tempo, ed in esso nulla può venir mai ripetuto, senza ristagnare o creare un pericolo. L'Idea Nazional Socialista però, non è il Partito che poi porterà questo nome.

Essa è nell'aria da tempo, e fin dalla Dichiarazione di Friedrich Lange's, al Deutsche Bund di Heidelberg, il 9 maggio 1894, quando Hitler non ha che cinque anni, presenta tutte le caratteristiche di un vero e proprio Manifesto Nazional Socialista. La stessa cosa vale anche per la Dichiarazione di Hans Krebs del 1904. Nella sua essenza, il Nazionalsocialismo è antico quanto il più antico contatto e conflitto della Razza germanica con il mondo esterno. Fondamentalmente, esso non è che l'espressione della volontà collettiva della razza nordica, di sopravvivere e di governare.

È il sintomo della sua prontezza, nel combattere e nello sradicare tutto ciò che, dall'esterno o dall'interno, blocca la via alla sua sopravvivenza,e alla sua espansione: alla salutare forza giovanile, e all’auto consapevolezza della propria inerente divinità. Più che un'idea politica, il Nazionalsocialismo è una realtà biologica, sottesa alla vita politica e sociale dei Tedeschi.

Si può dire che Teodorico il Grande, abbia agito con vero spirito Nazional Socialista, quando, 400 anni prima delle " Leggi di Nüremberg ", ha fatto tutto ciò che era in suo potere, per prevenire i matrimoni fra i suoi Goti e le genti razzialmente meno pure, e meno ariane, dell'Italia conquistata. Non vi è nessuna diversità attitudinale, fra i Nazionalsocialisti ed i Guerrieri Ariani, adoratori della Luce, che conquistarono il Nord Est dell' India, fondandovi il sistema delle caste, concepito su base razziale: per separare e preservare sé stessi dalla promiscuità con le popolazioni di colore conquistate. Essi invocavano gli Dei Vedici, per avere molti figli, greggi prosperi, e la vittoria sui Dasyus di pelle scura, già molte migliaia d'anni prima del 1919, del 1933, o del 1935.

L'Idea Nazional Socialista, supera non solo i Germani attuali, ma anche la razza ariana e l'umanità d’ogni epoca; perchè esprime la Saggezza ultima, che la Natura accorda alle cose da lei create: la Saggezza impersonale del Cosmo.
La gloria di Adolf Hitler, è non solo essere ri-tornato a questa Saggezza Divina, stigmatizzando la stupida infatuazione umana per l'"intelletto", evidenziandone il puerile orgoglio per il "progresso", ed il tentativo criminale di asservire la natura; ma anche, di averne fatto la base per una rigenerazione pratica del mondo, proprio qui ed ora, in questo pianeta sovra popolato, super civilizzato e tecnicamente ultraevoluto; come accade in ogni epilogo dell' Età Oscura.

In altre parole, è impossibile comprendere il Nazionalsocialismo, se non lo si integra nella concezione ciclica della storia suggerita dalla Tradizione Ariana,
cioè, se non si vuol vedere che esso non è un sistema politico, od un effimero " ismo " fra molti altri, ma è, per prima ed ultima cosa, lo sforzo delle Forze eterne e più che umane, immesse dalla Vita, nel Tempo ciclico, per contrastare la corrente accelerata della degenerazione, tipica di ogni Kali-Yuga.

Visto in questa luce, l'intero sforzo della Germania, per liberarsi dalle schiavitù in cui il Trattato di Versailles l'ha ridotta nel 1918, - la battaglia Nazionalsocialista per libertà, pane, e spazio vitale-; per il diritto del popolo Germanico di darsi ad attività salutari e creative, è solo l'ultima fase della perenne Lotta della Verità Eterna, nell'attuale Ciclo Temporale: vale a dire, alla fine dell' Età Oscura. Adolf Hitler è il più eroico degli eroi odhinici: quello che sempre ritorna, nel disperato tentativo di salvare il salvabile, prima che sia troppo tardi.

Egli è il tipico Uomo Contro il Tempo, che incarna la Saggezza della Natura: la sola che meriti il nome di Vera Saggezza Divina. Egli non oppone delle argomentazioni umane, alla scienza illusoria, alla falsa religione, alla moralità contraffatta, ed alle erronee concezioni politiche dell' Età decadente, ma fa della battaglia della Germania per la propria libertà, l'occasione di una lotta allargata e sistematica, tesa alla liberazione della più alta umanità dalle catene dell' Età Oscura

Hitler fa del Simbolo del Sole Polare: sigillo della Salute Cosmica, il segno della rigenerazione : sia Ariana che Germanica, e fa, della Germania, la Sacra Terra dell'Occidente: la Roccaforte del Lignaggio e del destino Ariano rigenerato. Considerato come espressione recente, di un tentativo dell'umanità ariana, durato duemila anni, di liberare sé stessa dalla spaventosa induzione alla decadenza, il Nazionalsocialismo inizia ben prima della carriera politica di Adolf Hitler, ma con lui, come idea incarnata, esso registra una reale evoluzione.

La sua vera storia, inizia con il graduale risveglio del futuro Führer della Germania alla sua propria scala di valori, alle sue fondamentale aspirazioni e repulsioni, ed alla sua missione: il risveglio dell' Uomo contro il Tempo, come amore per il proprio simile, per il ripristino dell'Età dell' Oro. Non è superfluo ricordare, in tempi come i nostri, tutti gli sforzi fatti da Hitler per evitare la Seconda Guerra Mondiale, anche a costo di pesanti concessioni, e poi, visto che ciò era impossibile, la determinazione a fermarla il più presto possibile.

Non è inutile ricordare le sue parole rivolte all'amico Kubizek, il 23 luglio 1940, nel momento di massimo splendore guerriero, in cui i vessilli con lo Swastika sventolano sugli edifici pubblici delle capitali di sette Stati conquistati:

" Questa guerra ci ricaccia anni indietro nel nostro lavoro costruttivo, e ciò è deplorevole. Io non sono divenuto Cancelliere del Grande Impero Germanico con lo scopo di condurre una guerra! ".

Non solo egli è contro la guerra, ma anche contro ogni altra forma di violenza inutile e non necessaria. Certo Hitler è anche consapevole della tragica ingiustizia che ha spezzato con le frontiere artefatte del II° Reich, la naturale unità della Razza Ariana Germanica, ed ha ben chiaro d’essere uno strumento delle Forze della Luce e della Vita, nella loro eterna lotta contro le Forze della disintegrazione. Sa che la salvezza terrestre della Razza Ariana, la rigenerazione aristocratica dell'umanità più elevata, può scaturire solo dalla Germania: la sola Nazione Ariana in cui la razza è ancora sufficientemente pura; tale da renderla, in determinate circostanze, capace di una totale rigenerazione, anche in mezzo alla lotta contro le circostanze dell' Età Oscura.

Le Qualità biologiche e caratteriali, che la storia ha impresso nel popolo Tedesco fanno della Germania l'unica nazione capace di innalzare il vessillo della Stirpe Ariana occidentale, nell'ultima battaglia per la vita e per la morte:
la battaglia per la sopravvivenza ed il dominio dei migliori, che sono predestinati ad essere i fondatori della prossima Età dell'Oro. Tutto ciò, ispira L'Uomo contro il Tempo, che all'inizio di questa fase, ha il compito di evidenziare leForze della Vita e della Luce, e di incarnarle in un individuo Germanico.


Hitler è quest' Uomo divino, e lo sa nel più profondo del suo cuore; come sa che la sua politica è la sola concepibile, nell'interesse dell'intera umanità ariana, e, di conseguenza, dell'intero reame della Vita: la sola prassi attuabile
nell'interesse dell'intero Universo. Le sue Leggi di Norimberga, che promuovono lo sviluppo, in Germania, di una pura razza di sangue Germanico, e proibiscono le relazioni sessuali con gli Ebrei, e con i non Ariani di ogni altro tipo, hanno un solo scopo: far cessare l'Eone della Confusione obnubilante, e dar vita ad uno Stato e ad una Razza rigenerati: consapevoli di essere gli Ariani d'Occidente, destinati a dare inizio ad una nuova Età dell'Oro.

Nel Mein Kampf Egli dice :

" Noi dobbiamo combattere, per assicurare l'esistenza e l'espansione della nostra razza, e del nostro popolo; per essere in grado di nutrire i loro figli, e di preservare la purezza del loro sangue; per assicurare la libertà alla Terra dei padri, così che il nostro popolosia in grado di compiere la missione affidatagli dal Creatore dell'Universo. Il nostro scopo è di promuovere i più nobili fra tutti gli elementi che sono, nel nostro popolo e nell'intera umanità, rimasti non rovinati ed integri. Lo Stato Germanico ha lo scopo di preservare tutti gli elementi razziali di valore, e di portarli gradualmente ad una posizione di predominio. L' uomo non va alla rovina a causa delle guerre perdute, ma quando perde il suo potere di resistenza, che risiede solo nel sangue puro. Sfortunatamente, il popolo Germanico non è ancora razzialmente omogeneo, e ciò a causa delle passate mescolanze etniche."

Hitler è ben consapevole, della verità primordiale, corrispondente al significato originario delle cose, ed espressa dal più antico Libro della Saggezza Ariana:
la Bhagavad Gita:

" Dalla corruzione delle donne viene la mescolanza confusa delle razze, da questa la perdita della memoria genetica, da questa la perdita della comprensione e dell'intendimento, e da tutte queste cose viene il Male ".

Gli Ebrei ed i servi del giudaismo, sono, per propria natura o per scelta, gli agenti delle Forze Oscure, e costituiscono, perciò, il reale Nemico della Germania e del mondo Ariano. Essi sono i soli nemici effettivi, ed Adolf Hitler non ne ha altri in evidenza. Niente è più disonesto verso il Nazional Socialismo hitleriano, delle semplicistiche affermazioni riguardanti il suo intrinseco Antisemitismo; asserzioni che sono solo un misero mezzo per stornare l'attenzione del Popolo Germanico dai suoi attuali sfruttatori capitalisti: quegli Ebrei che hanno organizzato la spoliazione della Germania con l'Affare dell'Olocausto, e che affermano che l'antisemitismo nasce non dalle loro azioni, ma dall'invidia dei Goyyim, per l' innegabile abilità ebraica di allestire degli affari di successo.

La prima affermazione, ripetuta fino alla nausea dai Comunisti e dai loro simpatizzanti, rivela o una completa assenza di buona fede, o un completo fraintendimento della questione Ebraica: fonte d’ogni vero e vitale “Antisemitismo”.

Questo, potrebbe essere benissimo applicato anche agli Armeni o ad ogni astuto Levantino che commercia e truffa, come e meglio degli Ebrei, se non fosse che l'Antisemitismo hitleriano, non ha nulla a che vedere con la profonda ed irriducibile ostilità biologica, che oppone il Nazionalsocialista e gli Ebrei. Non vi è dubbio che l'ostilità popolare verso gli ebrei, sia nata in Germania dal fatto che essi hanno rovinato,per decenni, moltissima gente, e che al tempo dell'inflazione, dopo la Prima Guerra Mondiale, essi hanno speculato e guadagnato sulla miseria dei Tedeschi.

Hitler stesso, è diventato un nemico definitivo degli Ebrei solo quando ha avuto nozione del ruolo antigermanico giocato da questi ultimi; sia politicamente che socialmente, in Austria e Germania, già prima del 1914. Quando ha compreso lo spirito ebraico, vedendo la leadership ebrea del marxismo, collusa con gli Ebrei della stampa, del teatro, e di tutte le fonti di propaganda, che inneggiavano alla distruzione di ogni sano istinto nazionale, nel popolo di sangue Germanico.

In altri termini, L'antisemitismo Nazionalsocialista è, per prima cosa, un'auto difesa razziale degli Ariani: una vigorosa reazione contro i danni provocati dagli Ebrei nelle terre Ariane. Ma vi sono molte più cose da dire al proposito. Ciò che gli Ebrei fanno ed hanno fatto, è una conseguenza di ciò che essi sono, e di ciò che essi rimangono, anche quando lasciano, o pretendono di aver voltato le spalle alla tradizione ebraica; divenendo Cristiani, Teosofi, Buddisti, Razionalisti, o Comunisti.

Essi sono, fondamentalmente ed irriducibilmente, anche nel regno astrale che formula la realtà materiale, l'opposizione polare dell'élite naturale Ariana: l'oscura controparte del più giovane Fanciullo del Sole. Razzialmente consapevoli di essere degli Ibridi, quali essi di fatto sono, gli ebrei applicano fra loro una totale solidarietà: finanziaria, politica, e religiosa; devoti al loro proposito millenario collettivo: Impedire, negli Ariani, la legittima consapevolezza della propria superiorità razziale, che ne fa l'Aristocrazia della Natura umana. Gli ebrei, difatti, non sono affatto una razza nel vero senso della parola, ma un’omogenea varietà di tipi semiti, uniti in una pseudo religione egregorica, sionista e mosaica, che pretende di conquistare il mondo, e di dominare tutte le altre vere razze umane.

La comunità ebraica mondiale, che include anche molti individui di pelle scura, non è una vera Nazione Semitica, ma una Congrega a-razziale coagulata attorno ad un nucleo semitico: una Fratellanza che include molti elementi cosmopoliti, segnati dalle caratteristiche degli ibridi, e dei bastardi senza razza: Infedeltà, mancanza di scrupoli, dispregio dell'ordine, scetticismo che avvelena la psiche: tutte "qualità" che essi pongono al servizio dell'idea di sé come Nazione Eletta: idea che hanno in parte ereditato ed in parte adottato, prendendola a prestito da coloro che sono loro fratelli di sangue solo per quanto riguarda la fede, gli interessi ed i profitti.

Gli Ebrei, questa parte inferiore della Razza semitica, hanno uno scopo collettivo perseguito, nel corso della storia, con inamovibile tenacia: La prosperità ed il potere dell' Ebreo ovunque nel mondo, a spese di tutti i non Ebrei. La consapevolezza d’essere più o meno Figli di Abramo, e la comune Legge Mosaica e Talmudica, sotto cui, almeno nominalmente, essi vivono, basta a tenere insieme la Comunità Ebraica, il cui insano proposito implica la dissoluzione di tutte le vere razze, e di ogni genuina Nazionalità che abbia un solido terreno genetico. I primi nemici degli Ebrei, sono quindi i più consapevoli del loro essere Razza, Genio, e Popolo: gli Ariani, e poi, via via, tutti gli altri, incluso, da ultimo, il nucleo semita della Comunità Ebraica stessa. Così, sarà possibile instaurare il potere del denaro e dei senza razza, usato con intelligenza distruttiva, da bastardi che intendono controllare, e sfruttare, masse di Materiale Umano che non hanno nessuna volontà propria, e nemmeno l'innocenza o la dignità dei veri animali.

Questo è il proposito delle Forze oscure e del Tempo stesso, come Distruttore della Creazione; come Negatore e Livellatore. Questo è il fine della Comunità Ebraica, che vive, per eccellenza, Nel Tempo, e che, come l'élite ariana privilegiata, raccolta attorno ad Adolf Hitler, parla appassionatamente della propria missione, e chiama sé stessa, l'elite dei Prescelti; ma che, contrariamente ai Discepoli di sangue puro, dell' Uomo contro il Tempo, non è stata scelta dal Dio, e dalle eterne Forze della Vita e della Luce, per servire il fine costruttivo della vita, ma dai Poteri della Morte: per portare a compimento, attraverso l'infedeltà e la menzogna, la fine di questo Ciclo Temporale.

La Fine senza nessun nuovo Inizio: questa è l'intenzione tendenziale delle Forze di Morte. Il proposito profondo del Nazionalsocialismo, invece, è e rimane il Nuovo Inizio Glorioso: la nuova vittoria della Luce increata sui Poteri delle Tenebre; la nuova vittoria della Vita nella sua originaria perfezione terrestre, dell'Ordine nel suo vero significato, a dispetto del temporaneo ed inevitabile Regno del Chaos. L'Età dell'Oro del prossimo Ciclo Temporale.

In poche parole, l'aspra ostilità fra Nazionalsocialisti ed Ebrei, significa infinitamente di più di ciò che i detrattori della fede Hitleriana vogliono che appaia. Essa rivela, non l'usuale tensione fra due "razzismi rivali", ma l'opposizione unica, fra i due Poli della vita pensante, alla fine della presente Età Oscura. Questa è la ragione nascosta, ma reale, per cui essa è assoluta; e spiega anche perchè, la sua espressione tangibile sia stata, e sarà nuovamente, alla prima opportunità, così mortale. Adolf Hitler lo sapeva, il più saggio fra i suoi discepoli lo sapeva, e lo sa. Anche gli onnipotenti leaders dell'Ebraismo mondiale lo sapevano, ed ancora lo sanno.

La battaglia Nazionalsocialista contro l'Ebraismo internazionale, ha preso la forma di una tremenda Guerra Santa contro il Marxismo, l'ultimo movimento "Nel Tempo" su larga scala, ed ugualmente determinato, in maniera sottile ed indiretta, a far morire ogni altra spiritualità; come già avviene per i movimenti
pseudo-spirituali e le associazioni segrete di matrice ebraica. Il Marxismo, si è ben presto diretto contro ogni tentativo di rigenerazione Ariana contro il Tempo, e si è dedicato, con i metodi d’ogni Età Buia, ad una de-nazificazione politica, che fa perfettamente il gioco delle Forze distruttive.

La lotta al Marxismo, è stata il primo compito pratico datosi dal Nazional Socialismo, solo perchè esso è la minaccia più diretta, architettata con successo dagli Ebrei, come avvelenamento di massa, volto all'eliminazione dei Goyyim; al decadimento di tutte le razze, alla fine di ogni vero nazionalismo, e alla crescita illimitata di una umanità di poveri di scarse qualità, sottomessa agli Ebrei, e loro prigioniera; in un mondo sempre più stupido e brutto.

La Grandezza del Movimento Nazional Socialista a questo riguardo, si fonda sul fatto che esso ha, con maggior vigore di ogni altro Partito o Chiesa, lottato contro il flagello Comunista, in quanto ha capito le vere ragioni per cui esso costituisce una seria minaccia : il Pericolo, e per questa sola ragione l'ha combattuto senza esclusione di colpi. Il danno della menzogna Marxista, riposa sul fatto che la sua concezione dell'uomo: come mero prodotto del suo ambiente economico, e del destino come d’un gioco di pure forze economiche, implica la negazione dell'importanza della razza, e della personale individualità; il diniego della gerarchia naturale delle razze, e delle irriducibili differenze di qualità e valore fra una razza ed un'altra; non meno che quella della naturale ineguaglianza degli individui, anche all'interno della stessa razza.

Di fatto il Marxismo è antropo-centrico, e non Bio-centrico, ed è egualitario, in completa contraddizione e disarmonia con lo spirito della Natura; falso dal punto di vista della saggezza cosmica, come lo è pure il Cristianesimo storico,
fonte di quelle morali e di quei valori spirituali, in nome dei quali le Democrazie capitalistiche si pretendono anticomuniste: posticcio come lo sono tutti gli insegnamenti Ebraici, ad uso degli Ariani, ma non solo.

Adolf Hitler ha giustamente sottolineato che la vittoria definitiva, di una simile ideologia, significherebbe la fine della vita su questo pianeta; il che è precisamente lo scopo delle Forze di disgregazione Jahveiche, più che umane, che stanno dietro l' Ebraismo mondiale. La tragedia tuttavia, è che questo non significa una fine rapida e dignitosa, come si potrebbe immaginare. Vuol dire
per prima cosa, la generale ed irreversibile bastardizzazione ed ibridazione di tutte le specie umane e non, e poi un incredibile incremento di esseri umani "riproduttori", a spese del resto delle creature viventi, fino alla completa distruzione d’ogni animale, d’ogni albero, d’ogni seme genuino, e di ogni altra fonte di nutrimento gratuito.

Ciò vuol dire, in altre parole, a prescindere dalle manipolazioni genetiche su piante, animali ed esseri umani, instaurare il "regno della "quantità" in tutto il suo orrore, e poi, in assenza di ogni vera èlite biologica, capace di iniziare un nuovo Ciclo temporale, un brusco alt, e la vittoria finale , sul pianeta, di questa tendenza di morte che è, fin dall'inizio, inerente ad ogni manifestazione nel tempo.

È questo ciò che Adolf Hitler, l'uomo contro il Tempo, ha cercato di evitare con la sua lotta contro il Comunismo ed il Marxismo applicato. Il mondo anti-comunista, che non ha neanche compreso la vera natura di questa crescente minaccia, ha ancor meno intuito il reale significato della battaglia in difesa dell'Occidente ariano, intrapresa dal Nazionalsocialismo, per allontanare la minaccia di una Weltanschauung d’origine ebraica, incorporata nell'ultima Potente Chiesa Marxista, posta sotto diretto controllo di leaders Ebrei.

Si tratta dell'intera razza Ariana: sia dell'uomo che a Cape Town, Sidney, ed Ottawa, ha finora mantenuto puro il suo sangue Germanico,che degli Europei di Sangue nordico o delle minoranze ariane dell'Asia, che l'europeo razzialmente consapevole è spesso tentato di dimenticare o di sottostimare. Si tratta dei Persiani, dei Brahmini indiani del Kashmir, e degli Kshattriya, che il sistema delle caste ha finora protetto, e che costituiscono uno dei tipi più fini di umanità ariana; ma riguarda anche tutte le altre razze pure del mondo, che, pur non essendo Ariane, sono tuttavia minacciate dal veleno sparso consapevolmente dagli ebrei, che si servono, per i loro scopi, di un Partito Comunista in cui occupano posti di rilievo, e che sempre di più assume le fattezze di un Sionismo nazionalista ebraico.

Adolf Hitler ha scritto:

" Dopo la morte delle sue vittime, presto o tardi, anche il vampiro stesso muore."

Il veleno dell'internazionalismo antropocentrico egualitario, che intende portare alla rovina tutte le razze, e specialmente quella Ariana, per il beneficio
dell'Ebreo, è attualmente all'opera anche contro i suoi inventori. Difatti, le forze di Morte non sono per nulla selettive. Non risparmiano nessuno, nemmeno i propri agenti fidati. Alla radice di questa noncuranza per la personalità e per la razza, che caratterizza il Marxismo, sta la presuntuosa illazione concettuale che pensa l' "uomo" come misura di tutte le cose, vedendolo come Padrone della Natura, e non come sua semplice parte: come una specie vivente fra le altre.

L'illusione che qualsiasi forma umana abbia un valore e debba essere mantenuta in vita ad ogni costo, fa parte della superstizione umanistica, che l'Ebreo diffonde falsamente, e che è l'opposto della vera e aristocratica Religione della Vita. Questa menzogna, non è un monopolio del solo Marxismo, ma sta alla base di ogni nuova ed antica filosofia ugualitaria ed antropocentrica, Ebraica e non Ebraica; ma in special modo dei filosofi ebrei di portata internazionale, che tracciano tutti una linea arbitraria fra l'uomo ed il resto delle creature viventi, negando l'Unità del regno vivente, e l'universalità delle sue ferree leggi.

È in particolare la base morale del Cristianesimo storico. Il fatto essenziale, è che la menzogna Ebraica viene accettata come vera anche dalle forze Anti-Comuniste dell'Occidente, estranee al Movimento Nazionalsocialista, e specialmente dalle Chiese Cristiane, che praticano il proselitismo missionario
nei paesi non cristiani. Esse, tramite l'incremento demografico di una popolazione semi-educata e bastardizzata, posta in fermento dallo scontento
veicolato dalla predicazione ugualitaria accoppiata all'aiuto medico, preparano con efficacia miracolosa, la via al Comunismo, al Sionismo, ed alle Forze Oscure che già hanno lavorato nel vicino Est ed in Europa, attraverso il Cristianesimo stesso.

La Battaglia Nazional Socialista contro il Marxismo, è solo l'aspetto più ovvio della lotta, ben più mortale, della nuova Fede nella Vita e nella Luce, contro ogni forma di non verità; contro ogni dottrina che mette l'Uomo contro la Natura, contro ogni culto dell’imperfezione tipico dell'ultima parte del Kali Yuga. Questa battaglia è inseparabileda quella contro le Chiese Cristiane, contro la Frammassoneria, e contro tutte le cosiddette istituzioni " spirituali ", internazionali e antinazionali, che distorcono e sfruttano degli insegnamenti originariamente "al di sopra del Tempo", per raggiungere e diffondere gli scopi delle forze di Morte.

Solo, l'ultima battaglia deve essere la più sottile: per ragioni pratiche che è facile comprendere. Questo significato più che politico dell'Hitlerismo, in Germania lo conoscono pienamente solo Il Führer stesso, e l'élite Nazionalsocialista: gli Iniziati della Thule Gesellshaft; i maestri e i migliori allievi dell' Ordensburgen, in cui si formano i membri delle ss. La massa del popolo non la sente affatto, e sarebbe ben stupita se qualcuno gliela mostrasse, con tutte le sue implicazioni; se, per esempio, qualcuno le facesse comprendere che il Cristianesimo e l'Hitlerismo, sono due vie differenti ed incompatibili, aperte sull'Eterno, e che la stessa persona non può affatto seguire l'una e l'altra, ma deve scegliere.

Fuori dalla Germania e fuori dall' India di tradizione ariana, una élite pensante ama, teme, oppure odia l'Hitlerismo, a causa della sua vera natura. L'élite ebraica lo maledice per delle ragioni profonde, diverse dalla sorda ostilità secolare, che oppone Israele al mondo germanico. Gli Ebrei lo detestano per ciò che ne fa la grandezza, e l'eternità: per la sua scala di valori, centrata non
sull'uomo ma sulla vita; per la sua possibilità di diventare velocemente, se associato a dei riti, una Vera Religione. Lo detestano perchè sentono che la sua vittoria significherebbe la negazione dei valori che li aiutano a vivere.

L'enorme massa degli uomini di tutti i paesi, indifferente alla politica, lo teme senza sapere nemmeno perchè, ma, in realtà, in quanto sente vagamente in esso, la negazione di ogni antropo-centrismo, e la Saggezza dello Spazio Stellato in opposizione all'amore dell'uomo, e alla preoccupazione del suo benessere, in questo mondo o in un'altro.

Hitler ha scritto nel Mein Kampf, il Libro del nuovo risveglio Ariano: Il Veleno può essere neutralizzato solo da un antidoto o da un contro veleno, e solo una mente poco profonda e borghese può considerare la linea mediana fra i due come una via per il Paradiso. Un filosofo pieno d’infernale intolleranza può essere spezzato solo attraverso un'idea vera, chiara ed assolutamente nuova, animata dallo stesso spirito e difesa con lo stesso tremendo potere della volontà.

I l tiranno va spezzato con la tirannia, e il terrore dissolto con il terrore; solo allora, possono venire s create delle nuove condizioni creative. I partiti politici
sono inclini al compromesso e tengono conto degli avversari; i Credi non lo fanno mai, e proclamano, invece, la loro totale infallibilità. Ciò che ha dato al Marxismo il suo successo, è stata la perfetta collaborazione fra volontà politica e brutalità militante. Ciò che impedisce alla Nazione Germanica di ottenere una propria evoluzione, è l'assenza di una collaborazione decisiva fra la forza brutale ed il volere politico di un uomo di genio.

La convinzione di avere il diritto ad usare anche le armi più brutali, di cui si possa disporre, va spesso mano nella mano, con una fede fanatica nella necessità della vittoria di un nuovo ordine rivoluzionario sopra questa terra. Un movimento che non lotta per simili alti ideali, non si risolverà mai all'uso dei mezzi e delle armi estreme.

Queste sentenze, definiscono con esattezza il Movimento Nazional Socialista come una sollevazione Contro il Tempo, e puntualizzano la fondamentale differenza fra Adolf Hitler e gli Uomini Oltre il Tempo, e nel Tempo: Uomini solari e Uomini della Luce. Perciò è stupido comparare Hitler a Napoleone, od a Cristo, come molti hanno fatto. Napoleone non è che un'edizione tascabile di Gengis Khan, e, considerato dal punto di vista cosmico, è un uomo dello stesso tipo: un signore della guerra ed un organizzatore, che ha posto il suo genio al servizio della sua famiglia, e di nient'altro; non perchè ha visto in essa il veicolo di una grande Idea impersonale, ma semplicemente perché era la sua.

In altri termini, un Uomo nel Tempo, che non ha alcuna ideologia e non pretende di servire una fede Sovra Temporale, o Contro il Tempo, e sfrutta quest'ultima per i propri fini; proprio come quei Nazional Socialisti per cui la battaglia sotto la Bandiera con lo Swastika, è stata solo un mezzo per andare al potere.

Cristo, come Buddha, è una figura tipicamente Sopra ed al di là delTempo. Adolf Hitler è un tipico Uomo Contro il Tempo, come Rama, come Krishna, e come gli eroi ariani che combattono sempre prima dell'alba; nell'Età Oscura. In questo senso egli è il "Dio", l'incarnazione dell'Archetipo che viene a distruggere coloro che fanno il male, ed a ristabilire sulla terra il regno della Giustizia di cui si parla nella Bhagavad Gita, e che è affine all'Ordine Cosmico.


Adolf Hitler ha scelto di usare le Armi dell'Età Oscura perchè ha completamente realizzato il fatto, che in questo mondo, nessun pacifista sfugge agli artigli delle forze Oscure. Egli ha sperimentato che il suo popolo Germanico, e con esso l'intera razza Ariana - la razza più giovane e creativa del nostro Ciclo temporale: la sola razza creativa per secoli e la migliore- è minacciata nella sua esistenza dagli agenti dei Poteri di Morte.

Essa viene messa alle strette, e la sua definitiva sparizione significa l'estinzione definitiva della più alta vita organizzata sul pianeta; senza alcuna speranza di un’ ulteriore resurrezione. Il Nazionalsocialismo, si indirizza alla gente migliore: a quegli uomini eccezionalmente intelligenti e fidati, che nella loro complessione psicologica, hanno conservato la primitiva vitalità delle masse. La battaglia, iniziata nel 1919, è stata uno sbalorditivo trionfo.

Il   0 gennaio 1933, Adolf Hitler viene acclamato Cancelliere del Reich Germanico. Dopo pochi mesi, il Reichstag gli concede Poteri Illimitati, ed egli
può senza indugi, rimodellare l'intero Stato, dirigendo la politica estera della Germania , in accordo al suo programma, e a dispetto dei molti traditori della
Germania, e dell'ostilità crescente del mondo intero; cioè contro le pressioni delle forze coalizzate dell'Età Oscura.

Dopo aver lottato per il Potere, dopo il 1933 il Nazionalsocialismo lotta per la Verità Cosmica, applicata ai problemi sociali ed alla politica; ma con gli inevitabili metodi dell'Età Oscura: metodi coercitivi e militarmente organizzati, che fanno sentire ogni cittadino un soldato si sottopone, volontariamente, alla disciplina esteriore ed interiore; per l'avvento e la difesa dell'Ideale Hitleriano del III° Reich: L'Impero della Verità contro il Tempo.

In esso, ogni nemico del Nuovo ordine vive sotto la costante minaccia della denuncia, dell'arresto, del lavoro duro in un campo di concentramento, o della morte. È uno Stato d’emergenza, e di rivoluzione Contro il Tempo, e solo con la fine dell'Età Oscura, con la fine d’ogni influsso delle Forze di disintegrazione ed opposizione antiariana, potrà avere una sua Formulazione Aurea, indirizzata a pochissimi uomini e donne del sangue migliore: incontestabili maestri di bellezza, e padroni di una terra rigenerata. Questo è quanto il Terzo Reich Germanico si è sforzato di imporre ieri, contro la corrente del tempo, e con le armi dell'Età Oscura.

I suoi drastici metodi: di protezione dell'Arianesimo Occidentale dalpericolo Ebraico, e dai suoi sottoprodotti, sono stati ampiamente fraintesi e mistificati da molti, perchè essi si sono rifiutati di intendere il significato assai più che politico del Nazionalsocialismo. La politica costruttiva di Adolf Hitler, ha dato pari dignità al lavoro manuale e a quello intellettuale, ed ha fatto della dignità
e della salute del popolo, e della gioventù, i suoi punti programmatici.

La cultura fisica e le qualità del carattere, nei ragazzi e nelle fanciulle, dall'età di sei anni in poi, sono state curate nelle differenti sezioni della Hitler Jugend pangermanica, e poi, dall'età di sedici anni, in organizzazioni di preparazione: al privilegio di essere cittadini del Nuovo Reich. La verità che Adolf Hitler ha dato al suo popolo, in modo che esso potesse restare la roccaforte dell'Arianesimo, contro l'impatto delle ideologie ebraiche rivoluzionarie, nel Tempo, può venir condensata in poche semplici sentenze:

"Noi Germanici siamo i soli possibili leaders dell'Arianesimo Occidentale. Questo è il nostro Ordine Divino, la nostra missione naturale. Noi siamo tuttavia, un valore irrimpiazzabile, per questo dobbiamo vivere e diventare numerosi, e, allo stesso tempo, costituire un'élite. Numerosi ad ogni costo, in modo da divenire una quantità di purosangue; produrre quanti più bei bambini ariani sia possibile. Ma noi siamo una Nazione senza spazio, e abbiamo necessità di spazio per i nostri figli; spazio per vivere e compiere la nostra missione. Gli Inglesi sono come noi, di sangue nordico, e la gente dello stesso sangue deve collaborare in vista dello stesso traguardo: il governo del meglio del loro sangue comune. Questa è l'intenzione originaria della Natura, lo spirito dell'Ordine eterno, contro cui noi non desideriamo peccare. L'Inghilterra può venir convertita a questo punto di vista, ma la Russia è diventata la cittadella del Marxismo Ebraico, ed è, a parte questo, una terra ricca, che può darci molto spazio e la possibilità di crescere come un immenso popolo. Grandi e di eccezionali qualità, quasi invincibili; i signori di questa terra insieme ai nostri fratelli del Nord, gli Inglesi. Espansione ad Est - Ostpolitik !.”

Ma l'Inghilterra ha tradito il suo proprio sangue a favore dell'oro ebraico, ed ha deliberatamente dato inizio alla Seconda Guerra Mondiale. Il fatto che gli sforzi di Adolf Hitler per evitare la Guerra, o per concluderla velocemente e vittoriosamente, o almeno onorevolmente, siano stati infruttuosi, non prova affatto la sua inefficacia come statista e stratega; prova solo che le forze di disintegrazione, coalizzate, ed incarnate nell'onnipotente Ebraismo internazionale, erano, a dispetto della sua penetrazione, a dispetto del suo genio, troppo forti per lui: che è necessario un " Uomo contro il Tempo " più forte di lui: in altre parole, che egli non è affatto l'ultimo Uomo Contro Il Tempo.

Anche lui lo sapeva fin dai primi giorni della sua battaglia. Nulla mostra meglio, quanto egli fosse consapevole del suo posto e significato nel nostro Ciclo Temporale, che le parole che egli ha indirizzato ad Hans Grimm, nel 1928, nel corso di una conversazione durata un'ora e un quarto:

" Io so che un uomo, capace di dare al nostro problema una soluzione finale deve apparire. Ho cercato un simile uomo, e tuttavia non ho potuto scoprirlo in nessun luogo. Ed è per questo che ho costretto me stesso a fare il lavoro preparatorio e più urgente, perchè io so che io non sono quell'Unico. E so anche cosa mi manca per poter essere l'Uno. Ma l'altro Uno, rimane ancora distante, e nessuno viene avanti, e non vi
è più tempo da perdere. ".

Per parlare nei termini della più antica Tradizione, l'Uno che Ritorna, età dopo età, ovunque la Giustizia viene schiacciata, l'Uno che attualmente è venuto in Hitler, per riasserire nel nostro tempo l'eterna verità Cosmica, deve ancora tornare al più presto, durante il presente Ciclo Temporale. Perciò quest’Età Oscura non è finita, durante il tempo in cui Adolf Hitler è vissuto.

Da Folgore e Sole di Savitri Devi Mukerji


Mauro Likar